L’Anno Accademico dell’Università di Perugia si apre tra luci ed ombre

anno accademico

Un commosso Magnifico Rettore Franco Moriconi ha dichiarato ufficialmente aperto ieri 16 Marzo, in un’Aula Magna colma di giovani, l’Anno Accademico 2017/18 dell’Università degli Studi di Perugia, alla presenza di due ospiti illustri come il professor Roberto Battiston, presidente dell’ASI ed il capitano Samantha Cristoforetti.

Il 710° anno accademico dalla fondazione dell’Università di Perugia è stato aperto, come di rito, dalla relazione del Magnifico Rettore, nella quale il Prof. Moriconi ha tenuto ad evidenziare luci ed ombre del presente e del futuro prossimo dell’Ateneo. Il 2017 ha visto Perugia conseguire grandi risultati, quali il 10° piazzamento tra gli atenei italiani nonostante, lamenta il Rettore, manchi ormai da tanti anni una vera e seria politica a lungo termine in un contesto fortemente negativo per l’indipendenza e la’utonomia di pensiero e di azione che deve distinguere l’agire dell’Università.

L’Università di Perugia ha cercato di essere quanto mai inclusiva allargando la fascia che beneficia degli esoneri di contribuzione per reddito, con un occhio di riguardo per gli studenti provenienti dalle aree terremotate del 2016, nondimeno sono stati ampliati gli sforzi sul fronte della ricerca, ben dieci dipartimenti su sedici sono rientrati nel “Fondo per il Finanaziamento dei Dipartimenti universitari di eccellenza” mentre, altrettanto importante è stato il riconoscimento al valore dell’Università di Perugia dal “Fondo per le attività di base di ricerca”.

Il polo perugino risulta sempre più attrattivo per i fuori regione, anche provenienti dal nord Italia, che hanno visto un incremento del numero di iscritti raggiungendo attualmente il 6% del totale.

Il Magnifico Rettore ha tenuto a sottolineare, inoltre, il compito ultimo e più profondo dell’Università: “quello di accompagnare i giovani in un percorso che non solo li doti delle conoscenze necessarie ad inserirsi positivamente nel mondo del lavoro, ma anche gli strumenti critici che li rendano sicuri della libertà della loro fantasia e della loro forza di rinnovamento.

La prolusione del Prof. Francesco Federico Mancini è stata uno splendido excursus tra la simbologia e le rappresentazioni del cielo nell’arte nel corso dei secoli, dall’Antico Egitto al XVII secolo, con un occhio anche al significato sacro ed al potere che furono affidati agli astri fin dai tempi più antichi.

Il Prof. Battiston, già docente dell’Università di Perugia ed ora Presidnete dell’ASI, ha sottolineato l’importanza di progressi scientifici in ambito spaziale che, più o meno coscientemente, sono entrati ormai nella vita di tutti i giorni, basti pensare al navigatore o alle  semplci previsioni del tempo. Progressi che, nel prossimo futuro saranno alimentati da collaborazioni tra pubbico e privato che apriranno la porta ad aspetti che già si stanno sviluppando come la Space Economy, lo Space Tourism e la gestione dei Big Data, solo per fare qualche esempio. La cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico è stata anche l’occasione per siglare un un accordo quadro di collaborazione scientifica fra l’Ateneo di Perugia e l’Agenzia Spaziale Italiana. Si concretizzerà in attività di ricerca e sviluppo nei settori dell’Osservazione dell’Universo e della Terra dallo spazio e dell’Ingegneria Spaziale; attività di studio, formazione, ricerca, progettazione e sperimentazione, relativamente a tematiche d’interesse congiunto, oltre che nello sviluppo di percorsi formativi di crescita culturale e professionale per studenti e laureati particolarmente qualificati.

Samantha Cristoforetti, divenuta, suo malgrado, personaggio mediatico. Il capitano dell’Aeronatuica ha raccontato del suo percorso per diventare astronauta, dei suoi 200 giorni nella stazione spaziale e dei prossimi macro obbiettivi, che avranno come meta la Luna, in primis, poi, nel giro di 20 anni, Marte.

Con il riserbo che la contraddistingue, la Cristoforetti ha eluso domande che potessero in qualche modo toccare temi di attualità. Riguardo alla sua esperienza di donna nel suo ambito di lavoro, ha risposto affermando che, essendo donna dalla nascita, non sa rispondere se è stata oggetto di qualsivoglia atteggiamento maschilista o sessista nel suo ambito di lavoro. Risposta che, personalmente, mi ha lasciato alquanto perplessa. Prima di tutto perché tutte le donne che hanno sofferto di tali discriminazioni sono anch’esse state donne dalla nascita, secondo perché forse, guardando le foto che scorrevano durante la sue presentazione, non ha mai notato che lei fosse l’unico astronauta “in gonnella” in un mondo di uomini…

Se la cerimonia di un Anno Accademico non intende essere solo una paludata liturgia, ma un’occasione di confronto e anche di denuncia, come è accaduto per gli interventi che si sono susseguiti, sarebbe stato più utile, da parte del Capitano Cristoforetti, scendere tra gli umani e cambiare approccio, per permettere una maggiore empatia ed immedesimazione da parte dei ragazzi e sopratutto delle ragazze che potrebbero valutare una carriera simile alla sua per il loro futuro. Sostenere che la politica sia un argomento che esula dai suoi interessi e dai suoi ruoli è una risposta, seppur comprensibile per non dare adito a strumentalizzazioni, totalmente avulsa dalla realtà, ben sapendo che è la politica che decide il futuro della ricerca nel nostro Paese. Non si chiedeva una presa di posizione, solo un commento o un punto di vista. Sembra che osservare la Terra dall’esterno chiusi in un ambiente artificioso non sia una professione, ma piuttosto una scelta di vita.

Benedetta Tintillini

 

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