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“App-assionati”: studenti e insegnanti del Cassata Gattapone realizzano un’app

app-assionati

di Katia Cola

 

“L’opera loda il maestro” recita un vecchio proverbio che, come un ritmico refrain risuona, da illo tempore, di generazione in generazione. Un motto che sembra trovare la sua tangibile ed emblematica dimostrazione nell’App “App-Assionati”.

Un’applicazione 2.0 che è elogio del magister per eccellenza. Encomio di quel maestro, in questo caso la Professoressa Valentina Borgnini ed alcuni suoi colleghi tra cui Pietro Livi, che senza remore alcuna scende dalla cattedra per una edificante interazione-collaborazione tra e con gli alunni.

Un’esaltazione di quell’insegnante che abbandona qualsiasi forma di asettico nozionismo e superficiale accademismo per far vivere la cultura sulla pelle mettendosi in gioco, motivando gli allievi e divenendo parte integrante di quel processo di formazione interdipendente che va oltre la cultura tout court e lo sterile sapere a se stante per sfociare nella genesi della realizzazione della persona in toto.

“App-Assionati” è la prova che i pregiudizi sui giovani di oggi, etichettati dai più come vuoto a perdere, sono infondati perché l’esercito della new gereration ha cospicue riserve di potenzialità creative, molteplici interessi ed un’illimitata volontà basta saperli stimolare ed ascoltare.

“App-Assionati” non è solo una variante per smartphone e tablet, non è un semplice click ma è la concreta dimostrazione che la scuola di oggi può funzionare grazie agli insegnanti “giusti” che hanno il coraggio di superare gli standard educativi comuni vincendo gloriosamente, senza colpo ferire, la dura lotta contro i lapidari tagli e le ristrette risorse non solo economiche.

La scuola funziona e l’Istituto di Istruzione Superiore “Cassata –Gatapone” di Gubbio con la sua App ne è fiore all’occhiello come ha dimostrato durante la kermesse “Expo Asl Cultura”, la rassegna nazionale delle buone pratiche di Alternanza Scuola Lavoro in ambito artistico-culturale organizzata grazie al proficuo connubio tra il Centro Studi Città di Foligno ed Expo Asl Cultura. Durante il workshop, tenutosi lo scorso 12 e 13 aprile, l’Istituto Superiore “Cassata- Gatapone” di Gubbio, rappresentato dalla professoressa Valentina Borgnini e dai suoi valorosi alunni, ha presentato l’App dinanzi ad un interessato pubblico: una classe dell’Istituto Tecnico Economico Scalpellini. Una performance che, lungi da qualsivoglia intento narcisistico e da ogni retorico vanto, ha mirato ad agire come input, come esemplare dimostrazione e come tangibile prova che, seppur con pochi mezzi e scarse risorse, è possibile creare un masterpiece.

Il segreto? E’ nella triade: buona volontà, determinazione e messa in pratica di quel sapere che ha fatto il salto dalle pagine del libro alla vita quotidiana. «Il progetto è nato inaspettatamente per caso, come accade per tutte le più grandi invenzioni. Galeotta fu una cena con dei colleghi durante una serata di mezza estate. E si sa che, per una sorta di piacevole deformazione professionale, l’argomento clou degli insegnati fuori dall’habitat scuola è la scuola stessa e gli alunni. Un paradosso. Cosi tra una portata e l’altra con Pietro Livi eravamo intenti a trovare quel qualcosa  che appassionasse e stimolasse i ragazzi, quell’impulso che agisse da valvola creativa… ed ecco qua di colpo l’illuminazione e l’idea di creare un’app per far conoscere, promuovere e valorizzare il patrimonio storico, artistico, architettonico e archeologico presente nella città di Gubbio il tutto mediante una nuova tecnologia, di facile consultazione, veloce e alla portata di tutti» ha spiegato la professoressa di Storia dell’arte Valentina Borgnini alzando il sipario sul workshop.

Pubblicata nel 2014, è il risultato di un lavoro intenso e di collaborazione tra l’indirizzo informatico e quello turistico dell’Istituto che ha provveduto alla traduzione in inglese dell’app. Cinque gli itinerari che l’app, patrocinata dal Segretariato regionale del MIBACT per l’Umbria, illustra e guida.  Preistorico, Umbro-Romano, Medievale Civile, Medievale Religioso e Rinascimentale: questi i percorsi dall’indiscusso interesse artistico, culturale e archeologico alcuni dei quali inediti.  Punto di partenza e di ritorno di ciascun itinerario è lui sua eccellenza Palazzo dei Consoli, baricentro e cuore della città egubina, come rappresenta chiaramente l’immagine dell’icona dell’app.

App-assionati un titulus dall’alta valenza evocativa, volutamente scelto senza alcuna accentazione cosi da garantirne una duplice lettura: appassionati – i ragazzi creatori dell’app e appassionati – tu un invito aperto a tutti a scoprire ed amare le bellezze di Gubbio. «Il leitmotiv dell’applicazione è nitidamente rappresentato dalla cover dell’applicazione dove a colpo d’occhio svetta il Palazzo dei Consoli sulla cui scalinata campeggiano rispettivamente il nome dell’app e delle impronte di scarpe che seguono la duplice direzione di andata e ritorno cosi da voler indicare che il punto di partenza e di arrivo è a Palazzo dei Consoli. Sullo sfondo, come in una sorta di cornice che ingloba il Palazzo, ci sono cinque colli di colore diverso ognuno dei quali evoca un itinerario. Cinque colli per cinque itinerari» ha spiegato Saverio un alunno dell’Istituto “Cassata-Gattapone”.

Non solo itinerari l’applicazione vanta di una più vasta “enciclopedia a cielo aperto” infatti come mostra la banda laterale dell’applicazione è possibile trovare la sezione Apri in Maps, Ceri Backstage e Biennale. Il tutto curato e realizzato dai ragazzi. La conoscenza di opere e luoghi dati per scontati, capire ed apprezzare la nobiltà dei luoghi in cui si vive, conoscere la bellezza artistica che non è solo prerogativa dei musei ma è anche fuori nei luoghi più inaspettati: sono i numerosi obiettivi prefissati e raggiunti attraverso l’applicazione.

«Tra le principali finalità che sono state perseguite in primis c’è l’intento di motivare i ragazzi rendendoli protagonisti essi stessi delle diverse fasi operative del progetto» ha aggiunto la professoressa Valentina Borgnini. E per il futuro sono in serbo altre novità dalle traduzioni in spagnolo e tedesco all’inserimento di un’opzione che consenta ai non vedenti di poter effettuare visite guidate ad hoc.

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