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Arte: Schivardi | Sorokina alla Galleria Bibo’s Place di Todi

INAUGURAZIONE sabato 23 maggio 2015 | ore12.00

 

Inaugura sabato 23 maggio 2015 la quarta project room di Bibo’s Place a Todi, S2 Alice Schivardi – Ksenya Sororokina / Così sia – Encyclopedia dei miracoli.

Dopo le tele di Pizzi Cannella, le ceramiche di Cucchi e i gioielli di Gallo, Andrea Bizzarro e Matteo Boetti presentano il lavoro di due giovani artiste, Alice Schivardi e Ksenya Sorokina, accomunate dallo stesso approccio concettuale, analitico e sottilmente politico rispetto al proprio lavoro ed al proprio ruolo d’artista in quanto soggetto sociale.

Alice Schivardi è già nota per i suoi video di natura relazionale: “Il mio lavoro risponde ad una poetica che sperimenta diversi linguaggi, tecnologici e manuali. Analizzo l’elemento della diversità come collante tra mondi ed identità apparentemente estranei ma profondamente collegati”. Come Bateson si interroga chiedendosi: “cosa unisce il granchio con l’aragosta, l’orchidea con la primula e tutti e quattro con me? E me con voi? E tutti e sei noi con l’ameba da una parte e lo schizofrenico dall’altra?”. In questo progetto pensato appositamente per la galleria, esprime il suo intimo punto di vista “sulle persone che incontro ogni giorno”; il suo luogo di lavoro è la carta sulla quale disegna e poi ricama e che le “permette di approfondire la ricerca sull’altro e di ricomporre i pensieri in una mappatura delle emozioni”.

Attraverso il suo lavoro l’artista stabilisce dei legami umani, ponti affettivi che trasforma poi nelle sue opere; esplora i fenomeni sociali e le loro logiche, attraverso una metodologia che fa tesoro dello scambio intimo delle micro esperienze.

Alice Schivardi utilizza il disegno a ricamo per “cucire relazioni” creando un legame tra sé e le storie, tra le storie e il suo lavoro, tra il processo artistico e l’opera finita. Obiettivo ultimo della sua opera è, collezionando e raccontando intersoggettivamente storie di persone, ricucirne le parti mancanti. “Attraverso la riparazione si può simbolicamente cucire tutto il mondo in un’unica grande immagine”.

Anche Ksenya Sorokina sviluppa nelle sue opere una ricerca che ha forti connotazioni sociali, politiche e relazionali ma, diversamente dalla Schivardi, le indaga in chiave mediatica e filosofica. Dei lavori realizzati per Bibo’s Place che comprendono l’incisione tradizionale e le stampe digitali di alcuni disegni realizzati con l’Ipad, spiega l’artista stessa “a proposito della collisione empirica con l’ultrasensibile, potrebbe trattarsi di fenomeni di apparizione o levitazione, atti di comunicazione con gli UFO o di telepatia”.

E’ il suo modo di interrogarsi sui traguardi filosofici del XX secolo rispetto all’unicità dell’opera d’arte dopo Benjamin, Kittlere Krauss.

“Mi chiedo se non valga la pena di riconsiderare questi aspetti da sempre ignorati dalla scienza ufficiale. Solo per evidenziarne la varietà, stranezza e bellezza. Mi chiedo anche come alcune esperienze antiscientifiche ed assurde siano state rappresentate dai mass media nel corso della storia.

Nel XVI secolo la funzione dell’incisione era di diffondere la notizia, ed allora mi chiedo ancora come si comportano oggigiorno i media rispetto a questi eventi mistici; li affrontano forse come eclissi temporanea della coscienza, fuga dalla realtà, paura della società, speranza di un miracolo? Vorrei convogliare lo scontro tra la realtà concreta e la visione del mondo panteista. Sirene nei parchi, lupi mannari nei sobborghi delle città. Il mondo pagano preesistente all’irrompere del linguaggio nella vita quotidiana.”

La mostra resterà aperta fino al 13 settembre 2015.

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