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Il Cinema Ritrovato: “Dawson City”, il nuovo film di Bill Morrison

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È eccezionale, la prossima uscita del Cinema Ritrovato. Eccezionale perché non si tratta di un classico restaurato ma di cinema ritrovato nel senso letterale del termine: “Dawson City – Il tempo tra i ghiacci” è infatti realizzato a partire dall’eccezionale ritrovamento, al confine tra Canada e Alaska, di più di 500 film muti risalenti agli anni ’10 e ’20 ritenuti perduti per sempre.

Tra la fine dell’Ottocento e gli anni Venti del secolo scorso, è a Dawson City, in Canada, che si scatena la febbre dell’oro; passano di qui decine di migliaia di persone, permettendo alla cittadina di svilupparsi freneticamente. C’è un cinema, a Dawson City, dove i film arrivano, numerosi. Poi però rispedire indietro le pellicole da quel luogo impervio è troppo costoso, per cui vengono o distrutte o lasciate letteralmente andare alla deriva, nelle gelide acque del fiume Yukon.

A fine anni Settanta, alcuni scavi in quello che era stato un campo da hockey e prima ancora la piscina comunale, riportano alla luce un tesoro, preservato dal ghiaccio: centinaia di scatole contenenti pellicole di film muti d’autore e di filmati amatoriali che raccontano la vita della città.
Film che si credevano perduti per sempre e che dissepolti, possono finalmente colmare parte della lacunosa storia del cinema muto.

“Dawson City – Il tempo tra i ghiacci” di Bill Morrison ripercorre l’incredibile storia della cittadina canadese attraverso l’avventurosa vicenda di questa collezione di film, dall’esilio alla sepoltura, dalla riscoperta al salvataggio. Una storia in cui sono adombrati temi di grande attualità: le regole spregiudicate del capitalismo, lo sfruttamento del lavoro, l’inquinamento ambientale, la devastazione del paesaggio, persino l’origine delle fortune di Trump. Una storia raccontata ora con un intento documentaristico e divulgativo ora con un linguaggio lirico ed astratto, che sfocia nella video-arte, come quando dalla schiuma dell’acqua che ha rovinato quelle pellicole, emerge un dettaglio, un occhio, un oggetto.

Dentro le immagini dei film recuperati a Dawson brillano non solo la memoria e la traccia del cinema muto, ma la vera essenza magica e spirituale della settima arte, che è nata nello stesso anno della corsa all’oro e in fondo un po’ nello stesso modo: come una scommessa, un gioco, un’ossessione della quale ci si ammala.
“Dawson City” è in programmazione al Cityplex di Terni il 20 e 21 marzo alle ore 20:15.

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