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Donare il sangue è un’alternativa di vita

Una delle più belle immagini che la società ci offre è senz’altro quella di una persona giovane che dona il sangue. Perché è l’immagine di una persona che ha già maturato l’idea che donarsi agli altri è il vero segreto della vita, di una persona che non passa il tempo rinchiusa in se stessa a gestire la soddisfazione di bisogni effimeri. Perché siamo davanti a un giovane cittadino che ha capito che la mancanza di sangue è un’emergenza della società.

I primi mesi del 2018 con le epidemie d’influenza hanno messo a dura prova le strutture sanitarie. Gli ospedali di tutta Italia hanno lanciato un appello per la donazione, perché le scorte e la disponibilità di emocomponenti, globuli rossi e piastrine, stanno diminuendo in maniera sensibile.

Esistono infatti malattie e particolari condizioni in cui il sangue è un vero e proprio farmaco salvavita. Nei casi di malattie del sangue, come tumori, leucemie o emofilia, nei casi di gravi incidenti o di operazioni chirurgiche e trapianti d’organo il sangue è insostituibile, rappresenta la vita stessa.

sangue

Un esempio: una persona malata di leucemia, che è un tumore del sangue, ha grandi necessità di trasfusioni. In Italia ogni anno vengono diagnosticati oltre ottomila nuovi casi di leucemia.

Non si fa mai abbastanza per promuovere questo atto di civiltà, di responsabilità. Ci sono naturalmente pregevoli iniziative, ma restano isolate e spesso non coordinate. Manca un’iniziativa nazionale che parta dalle scuole. Sì, perché non è ancora nelle corde degli italiani donare il sangue e allora è necessario lanciare una campagna educativa fin dalla scuola elementare, presentando l’atto di donare il sangue, come un atto d’amore. Donare il sangue fa bene alla salute e, sul piano psicologico, l’atto del donare dà un senso di grande serenità.

Una curiosità: sono passati due secoli da quando, nel 1818, un medico ostetrico inglese, James Blundell, eseguì con successo la prima trasfusione di sangue umano. Una donna con emorragia post partum si salvò grazie al sangue del marito, con la tecnica di trasfusione da braccio a braccio.

E allora istituzioni sanitarie e associazioni perché non cogliere l’occasione di questo duecentesimo anniversario per ricordare questa importante data per l’umanità e fare al contempo una grande campagna nazionale sull’emergenza sangue in Italia, sulla necessità di donare e sui benefici, anche per il donatore, di questo meraviglioso atto di solidarietà.

Per sapere dove è possibile donare sangue in Umbria:

USL Umbria 1

USL Umbria 2

Giuseppe Manzo

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