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Roma, inaugurata alla GNAM la mostra E’ solo un inizio. 1968

1968
di: Fabiana Carucci
Direttore Editoriale www.italianbabylon.net
 
 
Una mostra dirompente quella che si presenta ai visitatori della Galleria Nazionale di Arte Moderna e contemporanea di via delle Belle Arti a Roma, che sceglie così di festeggiare il 50° anniversario dell’anno che rivoluzionò il mondo: il 1968. Proprio agli anni del rinnovamento dei costumi, della cultura, dei sentimenti, della percezione sociale è dedicata la mostra E’ solo un inizio. 1968, visitabile fino al 14 Gennaio 2018, a cura di Ester Coen, che tiene a chiarire come “il ’68 non è da intendersi come anno isolato di netto cambiamento, bensì come parte di tutto un contesto epocale di rottura con il mondo moderno per entrare in una nuova epoca del tutto diversa. Il ’68 è una fiammata che apre ad un periodo di mutamento ancora in corso e che arriva dopo una preparazione alla rottura già dagli anni precedenti, una trasformazione molto complessa ed in repentino divenire”.
 
I colori forti, i contrasti decisi, l’alto simbolismo della mostra, ben rendono la saturazione di un’epoca ormai stretta che viene spezzata, al culmine della saturazione di usi e costumi di vita nati con la Rivoluzione Francese e di una ormai intollerabile concezione lavorativa di stampo fordista, proprio nel 1968. Ma quest’anno non è da intendersi solo come la fine di un’epoca, bensì è da vedersi come lo sprint di partenza verso una rinascita sociale in cui l’uomo di quel tempo iniziava a sentirsi sempre più espressione di se’ stesso. Ben rende la mostra questa voglia di liberazione da una percezione di vita e di regole che sono divenute solo un involucro stretto e non più specchio della realtà. Il messaggio arriva dirompente ed attraverso gli occhi del visitatore si esprimono tutta una serie di sentimenti che riportano all’inizio di tempi nuovi, di un mondo tutto rinnovato che ancora oggi stiamo costruendo, “con molta fatica – precisa ancora la Coen – perché un radicale mutamento come questo richiede tempo e una costruzione ove l’incerto la fa da padrone”.
 
Accanto alla mostra curata dalla Coen, la Galleria ospita un nucleo di opere a firma di Palma Lucarelli e una mostra dedicata a Renato Guttuso, oltre alla collezione permanente ricca di opere di altissimo valore a firma di Maestri come Monet, Modigliani, Magritte per una stagione della Galleria capitolina che sigla la propria rinascita con grinta. E pensare che… è solo l’inizio!

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