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Federico Alessandrini: attacco ad Hitler con la benedizione del Vaticano

Nel 1935 un giornale tedesco di Colonia, il “Westdeutscher Beobachter”, attaccava violentemente l’anonimo estensore dell’ “Avvenire d’Italia” per le sue “Lettere da Berlino”.

Adolf Hitler era già da due anni al potere e il corrispondente, con lo pseudonimo di “Renano”, denunciava le aberrazioni ideologiche del regime nazista e le violenze contro la Chiesa. Si supponeva che fosse a Roma, ma non si pensava affatto che l’autore, Federico Alessandrini, un giovane giornalista, scrivesse dall’interno del Vaticano e fosse approvato dalla Segreteria di Stato della Santa Sede.

E’ quanto ricostruisce un articolo del gesuita padre Giancarlo Pani che uscirà sul prossimo numero della rivista “La Civiltà Cattolica”. Le corrispondenze rivelano una libertà che nemmeno l’ “Osservatore Romano” si poteva permettere, evidenzia padre Pani.

Con un paziente lavoro, il figlio, don Giorgio Alessandrini, pubblica ora quelle corrispondenze che riguardano gli anni dal 1933 al 1938 e si riferiscono alla politica estera della Santa Sede tra nazismo e crisi spagnola. Don Giorgio Alessandrini ha raccolto e documentato circa 350 di questi articoli e li ha ripubblicati nel volume “Federico Alessandrini. Santa Sede tra nazismo e crisi spagnola (1933-1938)” edito da Studium.

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