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Todi. L’Istituto agrario ricorda Gino Girolomoni, il padre del biologico

cittadella agraria todi

La storia imprenditoriale del padre del biologico italiano, Gino Girolomoni, scomparso nel 2012, sarà al centro oggi, sabato 13 aprile, alle ore 10:30, nell’aula magna dell’Istituto Agrario di Todi, di un’iniziativa rivolta agli studenti del “Ciuffelli” ma anche agli imprenditori agricoli del territorio e ai consumatori in generale.

Una storia iniziata addirittura nei primi anni Settanta, quando nessuno si poneva il problema della salubrità delle produzioni agricole e dell’alimentazione. A parlarne saranno i figli e i più diretti collaboratori, oggi alla guida di una cooperativa modello che, con i suoi trenta soci e cinquanta dipendenti e con i suoi oltre 12 milioni di euro di fatturato contribuisce in modo sostanziale all’immagine dell’agroalimentare made in Italy nel mondo.

Gino Girolomoni, che è stato pure un prolifico scrittore e al quale sono stati dedicati vari libri fu, a soli 23 anni, anche giovanissimo Sindaco del comune di Isola del Piano, dando un contributo sostanziale nel fermare la fuga dalla campagna e a spingere gli agricoltori a riprendere le loro attività, tornando ad abitare vecchie case ormai abbandonate.

Dal 1979, nel giro di breve tempo, molti giovani del luogo hanno avuto accesso a nuove opportunità lavorative, dando nuova linfa all’economia locale, grazie anche alla promozione di iniziative volte a valorizzare e sostenere l’antica civiltà contadina.

Tra gli argomenti oggetto dell’incontro anche la chiusura della filiera, un obiettivo centrato proprio negli ultimi mesi con la realizzazione di un nuovo avvenieristico molino, dando alla società il controllo dei processi di produzione e trasformazione dai campi alla tavola, un caso più unico che raro nella realtà italiana.

Ad intervenire saranno Maria e Giovanni Girolomoni, Francesco Torriani, Pierfrancesco Fattori e Gianluca Bettarelli, il direttore dell’importante gruppo agroalimentare che, peraltro, è di origini tuderti. Saranno loro i testimonial di una buona pratica, ammirata anche all’estero, che nelle intenzioni degli organizzatori vuole essere additata anche al sistema economico locale.

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