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L’archeologia Arborea di Isabella Dalla Ragione su RAI 3 a Geo & Geo.

isabella dalla ragione

Un viagio nei Meleti storici dei grandi scrittori russi in onda a GEO & GEO, Rai 3, il 2 aprile alle 17.45.

Umbria, frutteto della Fondazione Archeologia Arborea di Isabella Dalla Ragione. Un luogo dove la Dalla Ragione, agronoma, “archeologa” di varietà di frutta in estinzione, cura le sue preziose piante locali. Ma da qui, dal colle di San Lorenzo – siamo a Lerchi ad un passo da Città di Castello – lo sguardo spazia e raggiunge altre parti del mondo, tra cui la Russia dove l’esperta umbra è stata invitata a collaborare ad un progetto internazionale, in piedi ormai da qualche anno, che traccia un percorso nella memoria della frutta e dei frutteti dei grandi scrittori russi.

Così tra un viaggio e l’altro ad Isabella è venuta l’idea. Realizzare un documentario, intenso, sorprendente, ricco di sapori e profumi, storici e letterari, capace di svelare lati insoliti di straordinari scrittori ottocenteschi, di incrociarne talenti e semplice vita privata. “Deliziose memorie di Russia” – questo il titolo – vede Isabella Dalla Ragione, esperta ed appassionata narratrice in un filmato diretto da Olivella Foresta e prodotto da Rai 3 per la trasmissione pomeridiana GEO & GEO. Obiettivo, raccontare il profondo legame tra gli scrittori russi più famosi, Tolstoj e Dostoevsky, e la loro passione per la frutticoltura. Andrà in onda il 2 aprile prossimo su Rai 3 alle 17.45 circa.

Olivella Foresta, che già aveva raccontato il lavoro di ricerca di Isabella Dalla Ragione nel documentario “I Frutti della Memoria”, ambientato tra Umbria e Toscana, ha seguito questa volta Isabella in Russia dove collabora dal 2011 ad un progetto di recupero di antiche varietà. E saranno loro ada accompagnare lo spettatore nel periodo più vivace dell’anno, quello della raccolta delle mele quando i frutteti si animano di lavoro e persone.

“Abbiamo scelto di fare il primo ciak nel frutteto più noto – commenta Isabella – quello di L. N. Tolstoj a Yasnaya Polyana, nella provincia di Tula. Nella grande tenuta appartenuta e tanto amata da Tolstoj, oltre agli splendidi edifici, si trovano ancora grandi frutteti, con piante molto vecchie, alcune messe addirittura dalla mamma del celebre scrittore”. E in questo luogo, serbatoio di biodiversità, ma anche testimone dell’amore dello scrittore per la sua terra e la sua frutta, sono state fatte parte delle riprese. Una terra di cui Tolstoj scrive: “Senza Yasnaja Polyana difficilmente posso raffigurarmi la Russia. Senza quel villaggio vedrei forse più chiaramente le leggi generali riferibili alla mia patria, ma non l’amerei con passione”.

Il documentario ci guida poi verso altre tappe, alcune meno note, altre legate alla figura di un altro monumento della cultura russa, Fëdor M. Dostoevskij, come la tenuta di Daravoie appartenuta alla sua famiglia e a cui lo legano i ricordi dell’infanzia. Poi le immagine toccano le zone rurali della Russia centrale, fino ad arrivare alla tenuta di Andrey Bolotov a Dvoryaninovo, dove questo aristocratico di campagna riprodusse centinaia di mele, tratteggiandone celebri ‘ritratti’.

Un viaggio denso di suggestioni che incrocia luoghi e tempi, quelli della storia e della contemporaneità, in una campagna che si sta ripopolando di giovani che lasciata Mosca lavorano in aziende agricole proiettate al futuro.

Fino a Kolomna, sintesi perfetta di tradizione e innovazione, dove Isabella si fa guida in un antico laboratorio rimesso in attività e dove le mele, anche quelle della tenuta di Tolstoj, vengono abilmente trasformate nella gustosissima Pastilla, dolce tipico celebrato anche nelle sale di un piccolo e delizioso Museo.

Umbria e Russia insieme, da anni, per un lavoro di ricerca e confronto, affidando alle piante, alla frutta e alla cultura rurale – come Isabella fa da anni nella sua azienda di San Lorenzo dove ad iniziare tutto fu il papà Livio – un messaggio di sensibilizzazione per la biodiversità e l’ambiente, di pace e solidarietà.

E l’Umbria non si tira indietro. In questi giorni Isabella è ad Amman, in Giordania, chiamata a collaborare ad un nuovo progetto sull’aloe.

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