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Letteratura e Resistenza: “I partigiani non c’erano”

A pochi giorni dalle celebrazioni del 25 aprile, come impulso al pensiero critico sulla Resistenza, segnaliamo il racconto di un episodio terribile, realmente accaduto in Umbria nell’aprile 1944, un eccidio, dettagliatamente ricostruito grazie alle testimonianze dei sopravvissuti.

Un caporale dell’aviazione tedesca, un maggiore della Wehrmacht schiavo della sua ambizione, un giovane podestà mite ma deciso, un mulattiere divenuto partigiano più per ribellione che per ideologia, un ragazzino di otto anni con un’idea confusa della guerra, un colonnello fascista che non si rassegna alla sconfitta imminente sono gli attori principali di questa storia capace di scuotere le coscienze.

I dati ufficiali raccolti nell’archivio militare tedesco di Friburgo, le testimonianze dei sopravvissuti si intrecciano in una storia che, dall’iniziale, apparente quiete di una vita quasi normale, culmina in un dramma di follia e crudeltà.

 Da I Partigiani non c’erano di Germano Rubbi, Dalia Edizioni:

“Simoneschi si svegliò di soprassalto con il cuore in gola e un urlo in testa: “No!”. Istintivamente si affacciò alla finestra, sperando che fosse stato solo un sogno. In cuor suo, sapeva bene che quello sentito poco prima era il rumore di una lunga scarica di mitragliatrice. In piazza non c’era nessuno, ma le luci delle abitazioni che vi si affac­ciavano si stavano accendendo tutte, comandate da un unico impulso.”

 

Regista, autore e interprete, Germano Rubbi si occupa di teatro dai primi anni Novanta. Dopo gli studi universitari in lettere (arti e scienze dello spettacolo) indirizza la sua attività di regista verso la rilettura dei grandi autori della commedia italiana come Ruzante, Bibbiena, Machiavelli, Bruno, Goldoni. A partire dai primi anni del duemila la sua attività di autore si sdoppia rivolgendosi, al contempo, alla scrittura di commedie (una delle quali dal titolo “La zuffa è servita” nel 2011 viene tradotta in inglese e replicata con la sua regia negli USA), e alla realizzazione di spettacoli di “narrazione” a carattere storico contemporaneo. La sua attività di autore lo porta spesso a giustapporre i documenti ufficiali alle testimonianze dirette per ricostruire i fatti evidenziando, in questo modo, gli aspetti non contenuti nelle cronache.

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