L’evoluzione dei videogame, un mondo sempre più femminile

angelina jolie tomb rider

L’immagine dell’adolescente che passa ore a giocare al computer appartiene al passato, il mondo dei videogiochi è sempre più adulto e soprattutto sempre più femminile. A far sbiadire le immagini stereotipate ci pensano i dati: secondo il rapporto 2015 dell’Aesvi, l’associazione italiana degli editori e sviluppatori di videogame, in Italia dal 2011 al 2015 la percentuale di videogiocatrici è passata dal 45 al 49% e la fascia d’età con più appassionati è quella fra i 35 e i 44 anni. Uomini e donne se la giocano alla pari, spiega Elisa Di Lorenzo di Foofa Studios che si occupa di sviluppo di videogame. “Oggi abbiamo donne di tutte le età che giocano e il segmento di donne sopra i 35 anni è in grossa espansione, ed è un segmento portante in certi ambiti dei videogame al giorno d’oggi”.

Merito anche della diffusione di smartphone e tablet che hanno fatto avvicinare molte persone al mondo dei videogame. Ma a quali videogame giocano le donne? Agli stessi a cui giocano gli uomini. “Donne e uomini giocano in egual misura più o meno alle stesse cose dipende dalle fasce di età – sottolinea Di Lorenzo – Casalinghe sopra i 50 non giocheranno ovviamente a sparatutto, giocano a giochi casual, come i puzzle game su smartphone”.

Dunque, la vera discriminante non è più tanto il genere, quanto l’età , fattore fondamentale anche secondo il game designer Rick Gush. “Gli adulti sono il maggiore mercato perché ormai i giochi free-to-play attirano un sacco di gente, ma sono gli adulti che pagano per gli extra e che fanno la fortuna delle compagnie, che guadagnano 2 o 3 milioni al giorno”. Soldi che alimentano un mercato con un giro d’affari che solo in Italia nel 2014 ha sfiorato i 900 milioni di euro.

 

Credits: foto donna.nanopress.it

 

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