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Libri. Luca Tomìo racconta Leonardo

leonardo tomio

di Benedetta Tintillini

 

Sarà presto in tutte le librerie “Leonardo da Vinci. Il genio che si è fatto uomo”, l’ultimo libro di Luca Tomìo e Marco Torricelli edito da Morlacchi, dedicato alla vita ed alle opere del genio vinciano.

L’ennesimo volume, si dirà, che si aggiunge alla lunga teoria di documenti che, da secoli, sono stati dedicati alla figura eclettica ed affascinante di Leonardo del quale, nel corso del tempo, è stato analizzato ogni minimo aspetto della sua ricerca artistica e scientifica.

In questo caso, con il format già collaudato dell’intervista, Luca Tomìo, con il suo stile narrativo spontaneo e coinvolgente, ci conduce attraverso un viaggio nel tempo e nello spazio, tracciando un nuovo profilo di Leonardo, il meno noto, alla scoperta dell’uomo con le sue debolezze e le sue paure ed ovviamente, dei suoi limiti.

Un uomo che ha fatto dell’uomo il centro dell’universo, in pieno accordo con le teorie a lui coeve. L’Uomo come fulcro dei suoi studi e delle sue ricerche, non solo da un punto di vista scientifico ma, scopriremo con lo scorrere delle pagine, anche dal punto di vista, perdonerete la ripetizione, “umano”, dei rapporti interpersonali, dei sentimenti, delle tensioni e delle pulsioni.

Il racconto di Leonardo parte della sua nascita, come uomo e come genio. Come uomo, sfatando il detto “mater semper certa pater nunquam”, di Leonardo si conosce per certo il padre, Ser Piero, notaio, e non la madre, una popolana di Vinci. La sua fama di genio invece, racconta Tomìo, è dovuta alle parole del Vasari.

Leonardo incorse, nella sua vita, in molti insuccessi e delusioni, anche se, forse, ciò che patì più di tutti fu l’incomprensione, ovvero l’incapacità da parte dei suoi contemporanei di comprendere l’entità e la portata dei suoi studi ed il suo approccio alle varie discipline.

Condotti da Tomìo seguiamo Leonardo nei suoi spostamenti: Firenze, Roma, Milano, per poi giungere in Francia insieme al suo capolavoro. Lo seguiamo sui bordi della Cascata delle Marmore, come già narrato nel volume “Leonardo da Vinci. Le radici umbre del genio”, fino in Lombardia, dove Tomìo colloca il paesaggio alle spalle dell’opera più famosa del mondo: la Monna Lisa che, in base alla teoria, sempre di Tomìo, illustrata recentemente a Milano, ritrarrebbe Isabella d’Aragona Sforza.

Lo scopriamo creatore di rebus ed indovinelli e talento musicale, in un fuoco di fila di nuovi particolari che svelano il lato umano di Leonardo e ne smontano i luoghi comuni che da molto tempo lo accompagnano, come quello legato alla sua sessualità.

Nomi, luoghi, incontri, date, opere, il volume è denso di fatti, aneddoti, date e citazioni a supporto della meticolosa ricerca che ne accompagna la redazione.

Un libro avvincente come un romanzo, esaustivo come un saggio, affascinante come il suo protagonista.

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