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Il “Manifesto dell’osteopata” finalmente online

Sono 2 milioni gli italiani che si affidano all’osteopata e 6 mila i professionisti che con le mani cercano di aiutarli ad alleviare i disturbi che possono trarre beneficio dal trattamento. Per tutelare gli uni e gli altri sbarca online il primo ‘Manifesto dell’osteopata’, nel quale il Roi (Registro osteopati italiani) ha voluto raccogliere i principi alla base della professione, gli elementi e requisiti indispensabili per il suo esercizio. Dalla definizione di osteopata ai problemi che può curare; dalla necessità di una formazione ‘doc’ e di un aggiornamento continuo, ai principi base per garantire al paziente il diritto alla salute.

Dopo un iter iniziato 2 anni fa – sottolinea il Roi – questa settimana è stato approvato dalla XII Commissione Sanità del Senato l’emendamento al Ddl Lorenzin della senatrice Emilia Grazia De Biasi, con cui si istituisce la professione sanitaria di osteopata in Italia. In questi 2 anni il Roi, l’associazione più antica e rappresentativa in Italia, ha sempre sostenuto l’esigenza del riconoscimento dell’osteopatia come professione sanitaria, nell’interesse dei cittadini-pazienti e di tutti gli osteopati. E proprio per sostenere ancora una volta l’importanza di fare chiarezza sulla professione, il Roi ha redatto il Manifesto che può essere scaricato dal web cliccando sul sito www.registro-osteopati-italia.com.

Il ‘Manifesto del Roi per una nuova professione’ fa riferimento alla norma europea Osteopathic Healthcare Provision del Comitato europeo di normazione (Cen), alla cui stesura il Roi ha partecipato attivamente, e che ha l’obiettivo di armonizzare in tutta Europa la professione dell’osteopata. La norma definisce la professione e il trattamento osteopatico, le competenze per la pratica osteopatica e i requisiti formativi per l’esercizio della professione.

“Negli ultimi 2 anni il Roi è stato uno dei protagonisti del percorso di riconoscimento dell’osteopatia come professione sanitaria”, afferma Paola Sciomachen, presidente del Registro che conta circa 2.500 professionisti iscritti.

“Un percorso non sempre lineare – sottolinea – che è tuttora in atto. In questi 2 anni la posizione del Roi è sempre stata univoca: l’osteopatia è una professione sanitaria e richiede una laurea dedicata. Sono davvero tante le pagine scritte che hanno contribuito a creare confusione sulle nostre istanze. Da qui l’esigenza di un Manifesto, un testo univoco che raccolga i principi alla base della professione e gli elementi indispensabili per la sua pratica”.

 

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