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Trasimeno: tramontata l’edizione 2016 di Music for Sunset

Si è chiuso ieri, 24 luglio, il sipario sulla VII edizione per Music for Sunset il festival di suggestioni sonore al tramonto promosso dall’Associazione Umbra della Canzone e della Musica d’Autore che ha invaso Isola Maggiore con un programma ricco di appuntamenti tra danza, teatro, letteratura, musica e un’anticipazione de L’Isola di Einstein promossa in collaborazione con Psiquadro. Nonostante le condizioni meteorologiche avverse, la manifestazione ha riscosso un ottimo successo di pubblico e gli organizzatori si dicono molto soddisfatti  e ringraziano “le varie realtà culturali che – asseriscono -, con noi, hanno partecipato alla realizzazione di questa edizione che segna l’avvio di una nuova sinergia. Una sinergia che non si fermerà qui ma che continueremo a coltivare in futuro. La rete che si è venuta a creare ha permesso un più ampio genere di programma rispetto agli scorsi anni e siamo fermamente convinti che condividere esperienze come questa di Music for Sunset sia non solo motivo di crescita  personale, ma una necessità per lo sviluppo culturale e turistico della nostra regione”. Purtroppo la pioggia, domenica sera, ha portato al rinvio di uno dei concerti più attesi, Fertile. Il desiderio che spinge la vita, dell’artista umbra Elisa Tonelli. Un progetto di qualità che l’associazione si augura di poter proporre quanto prima.

Il fine settimana ha preso il via sabato con la presentazione di Pescatori del Trasimeno di Alvaro Masseini a cura di Isola del Libro. Un appuntamento che è stato spunto per un dibattito incentrato sullo sviluppo del Lago Trasimeno e le trasformazioni portate dagli enti e dalle Istituzioni locali nel rispetto dell’ecosistema. Grande il successo per il debutto nazionale de La Tempesta di William Shakespeare, nuova produzione Teatro di Sacco insieme all’associazione ospite e ad Isola del Libro, che ha visto Isola scenario di un naufragio itinerante creato appositamente per l’occasione dal regista Samuele Chiovoloni. Uno spettacolo che ha coinvolto il pubblico grazie all’ottima interpretazione degli attori, ad una drammaturgia brillante e mai retorica che è riuscita a creare un’alchimia magica senza tempo grazie anche al paesaggio naturale offerto dalla Maggiore. Dopo l’esecuzione dei musicisti del progetto Turandot dell’Unistrapg, Zhou Nan (Giulia), Yuan Fan (Sonia), Dong Linxin (Giuseppe) e  Zhang Xiuyu(Lorenzo), che hanno deliziato il pubblico del Prato dell’OSO con un concerto di musica tradizionale cinese e musica classica, sono state le sonorizzazioni di Francesco Fiorucci – in arte ChisKee – ad accompagnare il movimento del lago colorato dalle luci del tramonto. A chiudere la giornata, le note di Giovanni Artegiani, premio Lucio Dalla 2016, che ha presentato al pubblico il suo disco Ispiramore, e Psiquadro che ha proposto A spasso tra le stelle alla Lingua del Cigno a metà tra osservazione del cielo stellato, grazie agli esperti del Gruppo Satrlight, e narrazione teatrale con le letture del contastorie Mirko Revoyera.

Il programma della seconda giornata si è aperto con il dinamico appuntamento letterario organizzato da Paolo Bardelli, direttore di tuttocalcioestero.com, che ha coinvolto il pubblico in un dibattito tra calcio ed economia, coadiuvato da Nicholas Gineprini, autore del libro Il sogno cinese: storia ed economia del calcio in Cina, Giovanni Sgobba, autore di “Union Berlin: 50 anni di dissenso nella Germania Est”, Federico Greco e Daniele Felicetti, curatori del sito calcioromantico.com e autori di “Calcio (poco) romantico” di prossima uscita per Urbone Publishing. Il confronto, oltre ad affrontare il “gigante economico” che muove le fila dello sport più amato dagli italiani, è stato anche interessante occasione per analizzare fatti di cronaca recentemente accaduti. La Malacucina di Sergio Ragni è stata protagonista della lettura teatrale curata dall’attore assisano Giuseppe Brizi della Compagnia Teatralba. Durante la performance i partecipanti sono tornati indietro nel tempo fino a ritrovare la società perugina del Trecento di cui Brizi, allievo dell’autore scomparso, ha narrato storie quotidiane tra ironia ed umanità. E’ stata poi Via Guglielmi ad ospitare un’anteprima di Isola di Einstein, la rassegna internazionale dedicata alla scienza e al “divertimento intelligente” che si terrà ad Isola Polvese dal 2 al 4 settembre. Con Sounds Good, Psiquadro ha proposto uno spettacolo interattivo tra musica e scienza focalizzando l’attenzione sull’origine ed il propagarsi del suono. Spazio alla danza contemporanea con le suggestive coreografie di Afshin Varjavandi eseguite dai danzatori della INC InNprogressCollective Atelier del Centro Danza Spazio Performativo di Perugia. Silvia Borgognoni, Adele Ercolanelli, Mattia Masotti, Allegra Mariotti, Jenny Mattaioli, Costanza Mobilia, Chiara Morelli, Sofia José Osorio, Elia Pangaro, Gioele Papa, Delia Sciortino, Isotta Sellari, Valeria Simonetti hanno letteralmente calamitato l’attenzione del pubblico con Il peso della farfalla. Corpi e sguardi si sono incrociati in una sorta di ricerca sperimentale che ha visto il suo culmine nella ninfosi durante cui, a seconda della dimensione fisica (ed emotiva), ogni farfalla ha spiegato le ali lontano dal proprio bozzolo a suo modo, pur mantenendo sempre un’armonia compatta comune di grande effetto. Musica al tramonto per la chiusura di MfS con il concerto del più grande “tamburellista” italiano, Alfio Antico, che ha portato sulla riva del Lago Trasimeno Antico, progetto prodotto da Lorenzo Urciullo – in arte Colapesce – e Mario Conte, con lui sul palco. Questo ultimo lavoro, che rimanda alla sua terra natale, la Sicilia, presenta notevoli differenze rispetto alle precedenti esperienze artistiche. Una su tutte sta nell’allontanarsi dall’immaginario “popolare” in senso stretto, a favore di una dimensione sonora più arcaica, atomica e imprevista in alcuni punti e in altri, all’opposto, mantrica e ossessiva. Ritroviamo un Alfio Antico in stato di grazia. Si scrolla di dosso il folcloristico (spesso appesantito dal complesso della “canzone popolare”) a favore di una ricerca cosciente e matura che non scende a compromessi con logiche di mercato o standard radiofonici.  In primo piano c’è l’anima di Alfio che si prende lo spazio e il tempo necessario per stare “comoda”, per dirla con le sue parole.

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