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“Sapere di pane. Sapore di olio”. Olio e cosmesi per chiudere in bellezza

olio museo dell' olio della sabina

di Katia Cola

 

E’ calato il sipario sulla X edizione della kermesse “Sapere di pane. Sapore di olio” made in Gualdo Cattaneo. Una manifestazione ad hoc per celebrare sua maestà l’olio extravergine d’oliva che si inserisce nell’ambito dell’importante contenitore di “Frantoi Aperti”.

In primis l’oro verde de Guallo, ma non solo, anche le eccellenze enogastronomiche locali a marchio “Castelli di Gusto Gualdo Cattaneo”, le suggestive bellezze paesaggistiche di un territorio ameno, tour dei frantoi, passeggiate tra gli ulivi, mercatini di artigianato, mostre, animazione e laboratori di cucina per grandi e bambini, show cooking, concerti e conferenze: questo il ricco palinsesto del weekend del gusto che, tenutosi lo scorso 3 e 4 novembre,  ha registrato sold out di presenze ed un atteso record di partecipazione.

A chiudere la kermesse “Sapere di pane. Sapore di olio” annata 2018  la conferenza dal titulus altamente emblematico “L’oro verde: qualità dell’olio extravergine d’oliva – L’olio e la cosmesi”. L’appuntamento, tenutosi lo scorso 4 novembre nei locali del Teatro di Gualdo Cattaneo, è stato non solo un momento di approfondimento, ma anche un suggestivo viaggio corale fatto di scoperte in una dimensione dalle tonalità sfumate dove la matematica e la cosmesi tout court hanno fatto dell’oro verde, brand di Gualdo Cattaneo, l’inaspettato massimo comun divisore.

Le caratteristiche dell’olio extravergine d’oliva, la conservazione domestica, l’uso del prezioso oro verde nella cosmetica e nella farmacia con aneddoti e curiosità inaspettate: questo il fil rouge della conferenza che ha letteralmente incantato il pubblico grazie alla professionale competenza ed alle trascinanti doti comunicative dei due interlocutori: il Professore Enrico Finotti, ricercatore CREA- AN, e la Dottoressa e Scrittrice Renata Covi.

All’avvocato Elisa Benvenuta, assessore alla promozione del territorio del Comune di Gualdo Cattaneo, il ruolo di moderatrice. L’affascinante connubio tra la matematica e l’olio è stato l’oggetto dell’intervento del Professor Finotti, che ha definito l’oro verde come «un grasso puro al 100% contenente grassi essenziali, C18 2 E C18 3, che devono essere necessariamente assunti con la dieta perché il nostro organismo non è in grado di sintetizzarli». Ma l’olio, le cui qualità nutrizionali sono legate a diversi parametri che nel loro insieme formano un giusto equilibrio tra gusto e valore nutrizionale, contiene anche vitamina B, sitosterolo e squalene che svolgono un ruolo determinante nel mantenimento della capacità antiossidante dello stesso.

«I polifenoli sono composti che concorrono allo stadio ossidativo dell’olio extravergine e sono i responsabili delle tipiche note di “amaro” e piccante» ha aggiunto il Professor Finotti evidenziando come «alcuni polifenoli nella parte iniziale della raccolta hanno un valore che varia alla fine della stessa» un mutamento questo che varia perché non tutti i polifenoli sono presenti nello stesso momento. Dopo la dettagliata analisi delle caratteristiche organolettiche dell’oro verde la lectio del Professor Finotti ha avuto come oggetto l’indice di qualità e la formula matematica per il calcolo del FMI, ma tranquilli per i non addetti ai lavori, non c’è bisogno di cervellotici conti, un software permette il calcolo in automatico. Tre sono le caratteristiche intrinseche che deve avere l’indice di qualità: deve dare un numero unico, non deve avere problemi con le unità di misura e non deve tener conto dei pesi. Da uno studio pilota del professor Finotti è stato possibile “sancire” che la qualità delle olive rimane invariata per quattro giorni dalla raccolta dopo ha inizio l’invinatura.

Dalla matematica alla cosmesi con la Dottoressa Covi per una lectio solo apparentemente total pink, un discorso anti fake news. «Sono partita da lontano, da Lucy vissuta 3000 anni fa e ritrovata in Etiopia. Chissà se anche lei aveva problemi di pelle?» questa la quaestio con cui la Dottoressa Covi ha dato il la al suo affascinante viaggio nella storia della cosmesi. Da Lucy a Nefertari passando per il papiro di Ebers, il primo testo in cui si parla di cosmetologia in termini moderni. Interessante in quest’ultimo è una ricetta anti calvizie: spalmare dell’aglio sulla testa, esporsi al sole e successivamente coprire il capo e coricarsi. Provare per credere. Un cambiamento nel mondo della cosmesi è avvenuto con le matrone romane che vanno oltre il semplice uso di unguenti affidandosi a maquillage pericolosi quali il nero di fumo per evidenziare lo sguardo.  La mirra aloe ed un unguento con la spiga di nardo sono gli unguenti di Gesù. Il primo fu utilizzato quando il corpo di Gesù fu calato dalla croce il secondo fu usato da Maria per ungere i piedi del figlio, il che le costò un rimprovero da Giuda, visto il costo eccessivo del nardo.

La rivoluzione nel mondo della cosmesi si ha con l’avvento della crema di Galena che è un’emulsione di olio, cera ed acqua di rose. Dopo aver “struccato” la bufala delle creme antiossidanti ed anti- ageing la Dottoressa Covi ha elencato gli inconvenienti e le proprietà delle creme con olio d’oliva. Tra i primi si annoverano: l’irrancidimento, il favorire della comparsa di punti neri, la non standardizzazione e l’inadattabilità ad alcuni tipi di pelle. «Tra le proprietà abbiamo: non è termolabile, ammorbidisce la pelle, aiuta l’epidermide a mantenere il giusto grado di idratazione» ha concluso la Dottoressa Covi, evidenziando come sia importante in ogni prodotto la formula in etichetta INCI.

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