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Firenze. Palazzo Davanzati espone il suo “Omaggio a Elia Volpi pittore”

elia volpi

E’ stata inaugurata la scorsa domenica, al Museo di Palazzo Davanzati a Firenze, la mostra Omaggio a Elia Volpi pittore. Un’occasione per scoprire un lato meno conosciuto dell’originale ed eclettico personaggio cui è legata la nascita del Museo della Casa Fiorentina Antica.

Il nome di Elia Volpi (Colle Plinio, Città di Castello, 1858 – Firenze, 1938) è infatti noto soprattutto quale intraprendente collezionista e antiquario. A lui si deve l’intuizione, ardita quanto geniale, di restaurare l’antico Palazzo Davanzati di Firenze e di trasformarlo, nel 1910, in un museo privato dedicato a testimoniare, nonché a promuovere commercialmente, architettura, arredi e, più in generale, lo stile di una abitazione fiorentina tra Medioevo e Rinascimento.

Della sua biografia si ricordano anche le grandi aste antiquarie organizzate negli Stati Uniti e l’instancabile, e spesso discussa, attività di mercante d’arte, precedute, negli anni a cavallo del secolo, dal lavoro di restauratore presso il “principe” degli antiquari, Stefano Bardini.

Esiste però un Elia Volpi meno conosciuto che, durante e dopo la formazione presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze, si cimentò in una personale produzione artistica figurativa. Questa fase che va dai primi anni Settanta all’inizio degli anni Novanta dell’Ottocento, è poco nota ma non meno importante per restituire una visione a tutto tondo di questa complessa personalità.

La mostra si propone di rendere omaggio al fondatore del Museo, ripercorrendone la formazione e l’attività giovanile di pittore attraverso l’esposizione di dipinti e disegni, in gran parte inediti, pervenuti al museo grazie a donazioni e di alcune opere provenienti da collezioni private.

I disegni, recentemente acquisiti al patrimonio di Palazzo Davanzati grazie alla donazione di Erica Dozza e Simone Borchi, testimoniano lo studio dei maestri del Rinascimento italiano e, accanto ai nudi maschili, dimostrano le precoci capacità artistiche del giovane Volpi.

I dipinti su tela, alcuni donati al Museo altri in prestito da collezionisti privati, presentano un ventaglio più ampio di soggetti e influenze: dopo le scene di genere e i dettagliati interni di chiese e sagrestie di gusto tardo romantico, realizzati negli anni Ottanta, Volpi pittore conobbe i primi riconoscimenti e cominciò ad affermarsi anche nella pittura accademica di storia. Si cimentò quindi nei soggetti e nello stile propri dei Macchiaioli e dei pittori contemporanei, come Francesco Gioli e Niccolò Cannici.

Tra le opere in mostra si segnalano: il raffinato ventaglio dipinto per la Regina Margherita nel 1885, con la Regina seduta nel giardino delle Grazie e incoronata dal Genio d’Italia in mezzo alle Virtù morali e civili, di cui si propone in mostra il bozzetto affiancato alla foto d’epoca; il fascinoso Ritratto di Pia Lori, sua futura moglie, risalente al 1890 circa, che dialoga con il Ritratto di Elia Volpi, realizzato nel 1910 circa da Silvio Zanchi, suo amico e storico collaboratore nei restauri di Palazzo Davanzati; il Ritratto di fanciulla del 1885, utilizzato come immagine rappresentativa della Mostra, che spicca per la grande modernità.

L’esposizione prevede inoltre una sezione multimediale: un video inedito, intitolato Elia Volpi nella quiete di Villa di Celle, ci proietterà alla scoperta del lato più intimo del protagonista di questa mostra; un pannello touch screen con le foto dell’album dedicato a La storia di Palazzo Davanzati permetterà di ricostruire la storia della “creazione” del Museo e di un vero e proprio modello di “fiorentinità”.

Il filmato presentato per la prima volta in questa mostra, contiene riprese girate, in tempi e luoghi diversi, molto probabilmente da Mario Vannini Parenti, genero di Elia Volpi. Le parti selezionate ci introducono in alcuni momenti della vita privata di Elia Volpi e della sua numerosa famiglia attorno alla fine degli anni Venti del Novecento.

Nel pannello interattivo sono presentate, in formato digitale, le fotografie realizzate dalla ditta fiorentina Brogi tra il 1920 e il 1934 che riproducono gli interni del Palazzo in quegli anni. Le fotografie fanno parte di un album donato al Museo di Palazzo Davanzati, nel 1981, da Mario Vannini Parenti.

La mostra è allestita nell’atrio del Palazzo Davanzati ed è visitabile negli orari di apertura del Museo fino al 5 agosto.

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