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A Perugia la dissacrante comicità di Giorgio Montanini

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All’auditorium Capitini di Perugia arriva Giorgio Montanini, il comedian più irriverente del panorama italiano. Sabato 25 novembre alle ore 21, nell’ambito della stagione Umbria Eventi d’Autore, promossa da associazione Umbra della Canzone e della Musica d’Autore, Giorgio Montanini è pronto per un nuovo live show che presenterà al pubblico del capoluogo umbro, Eloquio di un perdente. Niente orpelli scenici, nessuno specchio per le allodole. Sul palco Montanini rispetta rigorosamente le caratteristiche della satira e le celebra una per una. Un mix di riflessioni dalla comicità tagliente  per smontare tutti i  luoghi comuni e le certezze che accomunano il nostro benpensante Paese. Con la sua stand up comedy, spara sul buonismo degli italiani e lo distrugge. Una satira feroce, politicamente scorretta che caratterizza tutti gli spettacoli del comico più sagace e sferzante della nuova scena comica.

Cos’è il centro? Connotazione geografica a parte, il centro rappresenta, nell’immaginario comune, il fulcro, il cuore, l’equilibrio, la stabilità, la sicurezza, il giusto. Quando l’immaginario si concretizza e cresce attraverso convenzioni, luoghi comuni e sovrastrutture sociali, chi ci assicura che quello sia veramente il centro? Noi ci siamo mai chiesti se ciò che diamo per assodato essere giusto, sia giusto veramente? Sia giusto per tutti e non solo per pochi. Ci siamo mai chiesti se i parametri utilizzati per definire il “giusto” non vengano redatti definiti e diffusi proprio da quei pochi? Sappiamo cosa sia la pazzia, di cosa aver paura, cosa sia l’estremismo perché ne siamo consapevoli o perché ce l’hanno detto? Se siamo consapevoli allora la nostra specie è fottuta, fottuta, già estinta. Se ce l’hanno detto e scopriamo che non è vero, come accade in Matrix , iniziamo la rivoluzione. Nel suo settimo monologo, Giorgio Montanini rispetta rigorosamente le caratteristiche della satira e le celebra una per una. Schernisce il potere moderno, mai così spietato ma allo stesso tempo quasi infantile, autolesionista-goffo-bulimico. Contemporaneamente non si esime dall’assumersi le responsabilità individuali e non risparmia nulla al pubblico. Lo ammonisce e lo esorta a prendere coscienza che, per quanto paradossale, il potere e, quindi, il destinatario delle invettive, siamo noi.

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