Il Pomodoro Cesarino è il pomodoro di Monte Castello di Vibio (video)

pomodoro cesarino

di Benedetta Tintillini

 

Il pomodoro cesarino è il pomodoro di Monte Castello di Vibio. E’ ufficiale, la varietà di bacche della Media Valle del Tevere è stata iscritta nel Registro Regionale delle risorse genetiche autoctone di interesse agrario e si avvia verso il riconoscimento a livello nazionale.

Il primo traguardo raggiunto dal pomodoro cesarino è stato celebrato dall’Associazione Pomodoro de Cesare durante una cena organizzata presso il ristorante Gradale del Castello di Monterone a Perugia.

“Il pomodoro cesarino può essere prodotto, lavorato e trasformato solo nel comune di Monte Castello di Vibio – ci spiega il Presidente dell’Associazione Anthony Poli (in calce la video intervista)– e, grazie ad un lento lavoro inconsapevole di conservazione dei semi, è giunto fino a noi con caratteristiche di resistenza ed organolettiche che lo rendono un prodotto di eccellenza”.

E’ una storia antica, infatti, quella del pomodoro cesarino, che prende il nome da Cesare, l’agricoltore che, ormai 87enne, ha conservato negli anni il seme del pomodoro ripiantandolo, in un gesto antico ereditato da suo padre. In questo modo, il pomodoro ha assunto delle caratteristiche specifiche adattandosi al territorio che lo ospitava quali la grande resistenza alla siccità, che lo rende adatto anche per la coltivazione in vaso, ed agli attacchi di alcuni parassiti, oltre ad una possibilità di conservazione di svariati mesi se appeso a grappoli in ambiente arieggiato.

Dal punto di vista organolettico la polpa risulta molto consistente e sapida, grazie alla ridotta presenza di acqua al suo interno mentre, pomodoro cesarinoriguardo alle proprietà salutistiche, possiede un alto contenuto di carotenoidi, licopene, vitamina C e minerali quali il potassio, che mantiene durante la trasformazione.

La storia del pomodoro cesarino è una storia di “Ritorno al passato”, come sagacemente celebrava il titolo del menù proposto dallo chef Domenico D’Imperio per la serata, ma di proiezione nel futuro: cinque giovanissimi imprenditori del territorio si sono costituiti in Associazione proprio per far sì che, il tesoro ereditato da Cesare, sia promosso e messo a frutto per il bene di tutta la comunità.

“Cesare da sempre conservava i suoi semi grazie al lavoro di sua moglie Ada che li metteva da parte mentre preparava la conserva – racconta Matteo Ciucci dell’Associazione Pomodoro de Cesare – ma le prime tracce documentate della coltura di questo pomodoro tra i comuni di San Venanzo e Monte Castello di Vibio, risalgono al 1896”.

“Il pomodoro cesarino è un prodotto identitario del nostro territorio – afferma con una punta di orgoglio il Sindaco di Monte Castello di Vibio Daniela Brugnossi – vicino alla nostra tradizione ed alla voglia di lavorare ed emergere dei nostri giovani agricoltori”.

L’augurio è che il pomodoro cesarino possa essere un ulteriore, gustoso ambasciatore del territorio della Media Valle del Tevere, e che porti nei piatti delle persone il gusto di un antico saper fare di cui, la nostra gastronomia, è lo splendido risultato.

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