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Progetto “Bullismo e Cyberbullismo” del Rotary Club Todi

Anche le scuole di Todi partecipano al concorso su “Legalità e cultura dell’etica” promosso dal Rotary International, il cui club cittadino si sta da tempo impegnando per favorire azioni positive per lo sviluppo nei giovani di una coscienza e consapevolezza sul tema.

Per il corrente anno scolastico, l’iniziativa, che si concluderà il 18 marzo con la cerimonia di premiazione a Roma, ha scelto di concentrare l’attenzione sul fenomeno del “Bullismo e Cyberbullismo”, problema spesso ancora sottovalutato per dimensioni e pericoli.

Nell’ambito della partecipazione al concorso, il Rotary Todi è impegnato a sostenere la sensibilizzazione e preparazione delle terze classi della scuola media “Cocchi-Aosta”, le cui insegnanti – Maria Maddalena Toppetti, Dorella Bucci, Antonia Pitari,  Marisa Proietti, Brunella Todini –  hanno aderito al progetto. A beneficio degli studenti, venerdì 15 gennaio, grazie alla collaborazione gratuita di LibreItalia, si svolgeranno degli incontri gratuiti con i ragazzi che tratteranno dei rischi ma anche delle opportunità connesse al mondo “cyber”, cercando di indicare loro non soltanto il “male” ma anche il “bene” delle nuove tecnologie, iltutto dunque all’insegna di una maggiore consapevolezza.
In ognuna delle cinque classi coinvolte, Emma Pietrafesa e Sonia Montegiove, alternandosi in altrettanti incontri, terranno una lezione finalizzata a far conoscere i rischi legati al cyberbullismo e alle molestie on line ma anche a presentare modi positivi di “abitare” i social media e Internet.

I seminari, anche attraverso l’utilizzo di materiali interattivi, cercheranno di coinvolgere ed includere i ragazzi in una dimensione che spieghi come un uso non ponderato del web possa costituire un rischio di esposizione a pericoli di ordine personale e sociale. L’obiettivo degli inciontri sarà quello di fornire degli strumenti utili a prevenire, riconoscere e difendersi dalle cybermolestie, oltre che di scoprire un giusto modo di rapportarsi con gli altri attraverso i social media.

“Il fenomeno del bullismo – afferma Emma Pietrafesa, ricercatrice ed esperta della tematica delle cybermolestie –  ha trovato in Internet spazi e mezzi per colpire gravemente chi ha bisogno di serenità per sviluppare in modo armonioso la propria personalità. E lo stereotipo dei “nativi digitali” veicola spesso il grande equivoco che fa credere che i ragazzi sappiano tutto di Internet e siano esperti informatici”.

 

Credits: foto www.avvocatoamilcaremancusi.com

 

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