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Proust e il Principe Pierre di Monaco, una “passione” epistolare

marcel proust

Marcel Proust e il principe Pierre di Monaco. Un’amicizia particolare, una passione epistolare. Per la prima volta il Principato pubblica, all’interno degli ‘Annales monégasques’, oltre 50 pagine tra lettere, telegrammi, preziose missive ricche di appunti e suggerimenti preziosi. Arte, cultura, letteratura e non solo. Vita pubblica e privata, anni di incontri e di corrispondenze tra uno dei maggiori scrittori e romanzieri del ‘900 ed il principe di uno degli Stati più influenti e piccoli d’Europa.

Si tratta indubbiamente di lettere d’amore, hanno commentato alcuni esperti. Ma di un amore travolgente per la letteratura. Forse l’unica cosa che dava un senso profondo alla vita di Proust. Per la prima volta, come ricorda il settimanale francese ‘Point de vue’, la corrispondenza tra l’autore della ‘Recherche du temps perdu’ e il padre di Ranieri III viene svelata al pubblico. Pochissimi a Palazzo avevano avuto accesso al prezioso materiale. Oggi gli ‘Annali’ li pubblicano in tutta la loro integrità.

Strana complicità quella tra Proust e il principe Pierre di Monaco. Come ricorda ancora il settimanale francese Ranieri III, padre dell’attuale sovrano amava descrivere il padre come un “uomo ipersensibile, dalle molteplici sfaccettature”. Nato Pierre Marie Xavier Raphael Antoine Malchior de Polignac nel castello di Kerscamp, nella regione del Morbihan, in Bretagna, nel 1895, discendeva da una delle famiglie più antiche e aristocratiche della Francia.

Il conte è amico e fervente sostenitore delle arti, della musica e delle lettere, fa parte del ‘grand monde’, frequenta Proust, recentemente incoronato con il prix Goncourt per il suo romanzo ‘A’ l’ombre des jeunes filles en fleur’. Il primo incontro nel 1917, ma Pierre de Polignac sta per partire alla volta di Pechino, in missione diplomatica. Un lungo silenzio per qualche anno. Si ritroveranno nel 1920 alle nozze tra il principe e la principessa Charlotte, fanciulla legittimata, per mancanza di eredi, dal principe ereditario Louis, seconda nell’ordine di successione al trono dei Grimaldi.

All’inizio, tra i due, non fu una relazione facile. Proust non ama il principe de Polignac. Eppure dopo non molto, vincendo la sua naturale ritrosia, il grande scrittore francese si ‘lega’ al duca di Valentinois, ne esalta la scrittura, l’amore per la letteratura i suoi ‘dons délicieux’, le sue preziose virtù, come ha ricordato ancora il settimanale francese ‘Point de vue’. “Non si scrive, caro amico, come avete fatto recentemente, senza possedere doti di grande scrittore”, annotava Proust in una lettera indirizzata al principe de Polignac.

Secondo ‘Point de vue’ c’era in Proust il desiderio profondo di “sentirsi, in qualche modo utile, forse indispensabile agli altri. Un desiderio che nasceva dal suo bisogno di piacere, che gli anni e la malattia trasformeranno, però, in un sentimento esacerbato verso la vita, verso le persone che lo circondavano”.

Proust e il giovane e affascinante principe di Polignac discorrono (ma soprattutto si scrivono) amichevolmente di arte e vita mondana, di sentimenti profondi e dissonanti quali la gelosia, il desiderio, il ricordo lontano, ma anche di soldi, di ignavia, di accidia. Dopo non molto la rottura tra i due uomini. Sembra che il duca di Valentinois si sia sentito come vessato psicologicamente, sopraffatto dall’autore della ‘Recherche’, intimido dalle sue continue sollecitazioni, dai suoi consigli, dalle sue attenzioni.

‘Point de vue’ cita due emeriti professori universitari, Jean Marc Quaranta ( Aix-Marseille) e Jean- Yves Tadié (Paris IV – Sorbonne). Secondo quanto sottolineato nel corso di un’intervista “non c’erano due persone più diverse, dal punto di vista caratteriale. E poi Pierre de Monaco non sopportava più i continui cambiamenti di umore di Proust. Attacchi, lusinghe, corteggiamenti….”.

L’ultimo atto della ‘querelle’, secondo i due eminenti studiosi, il rifiuto, da parte del principe, di collaborare all’uscita di un’edizione limitata de ‘A’ l’ombre des jeunes filles en fleur’. Poche parole da parte del principe de Polignac, lapidarie. “Ho ricevuto tutte le vostre ultime lettere e me ne dispiaccio…Ricordate comunque che conserverà di voi ricordi devoti e leali”.

Sarà un caso, ma come ricorda il settimanale francese, qualche settimana dopo aver ricevuto queste poche righe, lo scrittore aggiungerà nel ‘capitolo’ dedicato ai ‘Guermantes’ una serie di aneddoti e racconti legati ad un certo principe del Luxembourg, ex conte di Nassau, personaggio ambiguo, sicuramente ispirato a Pierre de Monaco. Intanto quest’ultimo aveva lasciato, nel 1933, la principessa Charlotte. Consacra la sua esistenza di mecenate alle arti e alle lettere, consigliere del figlio, Ranieri III, il principe Pierre si spegne nel 1964 a Neuilly, non lontano da Parigi. Senza aver mai parlato del grande scrittore, senza averne mai tradito la sua amicizia. “Vi sarei grato se non mostrasse i miei ‘suggerimenti’, i miei ‘consigli’ letterari a nessuno e se io mai un giorno morissi prima di rivedervi, vi chiedo di non pubblicarli”. Il principe Pierre de Polignac ha mantenuto, in vita, la sua promessa.

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