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Perugia, Da Raffaello a Canova, da Valadier a Balla. L’arte in cento capolavori

mostra da raffaello a balla

L’offerta culturale di Perugia per la bella stagione si arricchisce con l’eccezionale mostra “Da Raffaello a Canova, da Valadier a Balla. L’arte in cento capolavori” attualmente in corso e realizzata dalla Fondazione CariPerugia Arte in collaborazione con l’Accademia Nazionale di San Luca.

Tra Palazzo Baldeschi al Corso e Palazzo Lippi Alessandri, è possibile ammirare in via eccezionale, fino al 30 di settembre, ben 100 opere provenienti dai depositi dell’Accademia Nazionale di San Luca, di norma non visibili al pubblico.

Il percorso espositivo si snoda secondo un ordine cronologico, con particolare attenzione alla partizione geografica, ed offre alla vista opere di assoluto rilievo di artisti del calibro di Bronzino, Pietro da Cortona, Vicar, Hayez, Giambologna tra gli altri.

La mostra parte da Palazzo Baldeschi, ed inizia con un omaggio all’Accademia di San Luca: il ritratto di Girolamo Muziano di Giuseppe Ghezzi, fondatore dell’Accademia nel 1577. Più in generale, la prima sala espositiva, chiamata “dei quattro elementi”, ospita esempi di pittura fiorentina del cinquecento, uno tra tutti un Putto Reggifestone, raro esempio di pittura a fresco di Raffaello, il cui stile è stato per molto tempo un paradigma da seguire per gli artisti accademici, tanto da ritenerlo fondatore ideale dell’Accademia.

La Sala seguente, della Sapienza, ospita due opere del Bronzino: il S. Andrea e il S. Bartolomeo, due tavole vendute all’Accademia nel 1821, oltre ad altri pezzi forti dell’esposizione come “Il Bacco e Arianna” di Pietro da Cortona ed opere di Rubens e Van Dyck per quanto concerne la pittura fiamminga e olandese.

Proseguendo nella Sala di Diana ed Endimione, è possibile ammirare delle produzioni influenzate dall’arte seicentesca romana e napoletana, come le due tele “Loth e le figlie” e “La carità romana” dell’austriaco Daniel Seiter.

Nel corso del settecento l’Accademia conobbe il suo massimo prestigio grazie all’attività didattica e di istituzione di concorsi.

A testimonianza di ciò è possibile ammirare, nella Sala dell’Architettura, 2 progetti in esposizione di un artista che, a soli 13 anni, nel 1775 vinse proprio il concorso Clementino dell’Accademia di San Luca: Valadier, che divenne poi il principale architetto attivo a Roma tra settecento e inizi ottocento.

Uscendo dalla Sala dell’Architettura si entra in quella degli Stemmi, che ospita “Venere e Amore”, un dipinto murale del Guercino dove l’artista abbandona la sua fase barocca per abbracciare uno stile più classico. In questa sala inoltre, sono esposte sculture di vari artisti come Vincenzo Pacetti e Joseph Chinard oltre alla Testa di Clemente XIII di Antonio Canova.

Si accede poi a Palazzo Lippi Alessandri, sede della seconda parte della mostra, accolti dal ritratto di Valadier dell’artista Wicar.

In questa sede è possibile ammirare opere di artisti neoclassici come Francesco Hayez e Vincenzo Camuccini, con una predominanza della ritrattistica.

Anche per quanto riguarda il novecento il ritratto prende il sopravvento, ne indichiamo due su tutti: l’autoritratto di Giacomo Balla (Primi e Ultimi pensieri) del 1949, dove avvicina il suo volto a quello della figlia Elica, e la struggente “Bianca” di Amedeo Bocchi, che ritrae la giovane figlia che morirà a breve distanza di tempo.

Questa occasione, più unica che rara, per intraprendere un viaggio nella storia dell’arte e per ammirare opere che altrimenti sarebbero di difficile fruizione, è anche la testimonianza delle diverse anime dell’Accademia di San Luca ed occasione, anche per gli addetti del settore, per un ulteriore studio delle opere costudite dai depositi dell’accademia.

Orari: martedi-giovedì: 15:30-19:00; venerdì-domenica: 10:30-13:30 – 15:00-19:00. Chiuso il lunedì.

Biglietto: intero 7 euro, ridotto 4 euro, ingresso gratuito per studenti fino a 18 anni

Info e prenotazioni: 075/57344760, palazzobaldeschi@fondazionecariperugiaarte.it

 

Giulio Pocecco

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