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Un biglietto sei tesori: la rete museale umbro-laziale

rete museale umbro laziale

Signori si parte! Acquistate il biglietto e partite alla scoperta del “Circuito condito ad arte”, come recita lo slogan dei sei piccoli scrigni a cavallo tra Umbria e Lazio uniti per costituire la rete museale umbro-laziale.

L’itinerario idealmente prende il via da Amelia, splendido borgo in provincia di Terni che ospita, tra le molte attrattive artistico-culturali il Museo Scuderia Traguardo, la “base” dei soci del club Il Magnete che deve il suo nome eredita il suo nome dalla grande tradizione motoristica di Amelia, che annovera, fra i suoi figli, Rinaldo Tinarelli, soprannominato, negli anni Cinquanta, il “mago dei motori”. Sempre in costante crescita, il Museo Traguardo oltre ad ospitare a rotazione le auto dei suoi soci e memorabilia come flipper d’epoca e motocicli, è anche sede della Scorta Tecnica Amelia e del Club Lampeggiante Blu onlus. Nella seconda sede della Scuderia Traguardo è possibile ammirare, infatti, le “auto con le stellette”: auto d’epoca delle forze dell’ordine strappate al destino della demolizione dopo la dismissione dai vari corpi di appartenenza. Queste meravigliose auto hanno ancora molto da raccontare e vengono utilizzate per eventi di raccolta fondi a scopo benefico.

Il secondo tesoro del circuito è sempre ad Amelia, nel cuore del centro storico: Palazzo Venturelli, un palazzo signorile cinquecentesco costruito su una domus di epoca romana nelle cui cantine è ancora possibile ammirare i mosaici che ornavano i pavimenti della domus. I pavimenti musivi facevano parte di due ambienti attigui, il primo, decorato da un reticolato di rettangoli neri paralleli e quadrati bianchi minori, presenta al centro l’imboccatura di un pozzo che lascia pensare ad un tipico cortile o atrio scoperto, il secondo ambiente presenta una raffigurazione più elaborata, con un meandro continuo di svastiche a doppio giro e pannelli quadrati con quattro motivi floreali. Sempre nei locali delle cantine è ospitato il Museo del Vino, una collezione di attrezzi anticamente utilizzati per la produzione della preziosa bevanda. La visita al Palazzo è di per sé stessa un viaggio nella storia, salendo dalle cantine al piano nobile si entra nell’atmosfera cinquecentesca del grande salone che presenta il suo pavimento originario in mattoni ed arenaria e oltre alla decorazione pittorica a fregio continuo che, nella sequenza di quadri in finta cornice scanditi da telamoni, espone la narrazione di fatti o la rappresentazione fantastica di simboli e allegorie.

Sempre con il nostro biglietto in mano lasciamo Amelia ed arriviamo a Lugnano in Teverina, delizioso piccolo borgo dove si può ammirare la splendida collegiata dedicata a Santa Maria Assunta. Una volta visitato il borgo il nostro biglietto ci permette di entrare nel Museo Civico che ospita la Sezione Storica della Grande Guerra 1915-18, il cui primo nucleo è nato dall’eredità di ricordi ed oggetti dell’Ufficiale Medico Luigi Canepone che partecipò al conflitto, e che è divenuto pian piano il più importante Museo dedicato alla Prima Guerra Mondiale dell’Italia centrale. Il Museo si articola in zone tematiche nelle quali, alle bacheche colme di cimeli, si alternano ricostruzioni ambientali che permettono al visitatore di meglio comprendere i luoghi e le situazioni nelle quali i giovani soldati erano costretti, il tutto corredato da esaustivi pannelli esplicativi. Il Museo ospita anche la pregevole Sezione Archeologica dove sono conservati i reperti rinvenuti durante le campagne di scavo che hanno interessato la Villa romana di Poggio Gramignano, particolarmente interessante perché al suo interno è stato rinvenuto un vero e proprio cimitero di bambini che ha aperto nuovi, interessanti interrogativi sugli eventi che hanno coinvolto queste zone durante il V-VI secolo dopo Cristo.

Ripartiamo alla volta di Montecchio, borgo dalla grande tradizione olivicola, come tutto il territorio circostante, dove possiamo visitare il Museo dell’Olio all’interno dell’oleificio Bartolomei. Un percorso attraverso le fasi di produzione dell’olio di oliva che offre uno spaccato di vita agricola della nostra regione attraverso foto d’epoca, vecchi macchinari, utensili, pezzi di antiquariato, reperti archeologici, curiosità oltre ad una rara pressa del XVI secolo.

Raggiungiamo Civitella del Lago un incantevole borgo medievale che ha conservato perfettamente il suo impianto. Passeggiando all’interno delle mura castellane, fra vie strette e signorili palazzi rinascimentali, raggiungiamo il Museo dell’Ovo Pinto. Il Museo dell’Ovo Pinto è unico nel suo genere ed ospita, all’interno delle sue teche, le tante opere d’arte realizzate in occasione dell’omonimo concorso che quest’anno giunge alla sua trentesima edizione. L’idea nasce dalla tradizione di decorare le uova durante il periodo pasquale, tradizione che, in questo caso, ha assunto una dimensione artistica di assoluto livello.  Uova di ogni dimensione, da quelle di quaglia a quelle di struzzo, tutte tassativamente vere, decorate e lavorate con le tecniche più disparate e fantasiose (vi sono anche mosaici formati da gusci d’uova ridotti in frammenti). I temi affrontati nelle opere sono innumerevoli e toccanti, tanto da dare vita in qualche caso, a realizzazioni di forte impatto emotivo. Quest’anno un tema speciale è dedicato all’olio d’oliva dal titolo “L’Ovo d’oliva”, richiamando un’altra tradizione del territorio legata alla produzione dell’eccellente olio evo.

Attraversiamo il confine con il Lazio per arrivare a Bagnoregio. La patria di san Bonaventura ospita un piccolo gioiello: il Museo Piero Taruffi, dedicato alla memoria del grande pilota e progettista vincitore di tante gare importanti. Il Museo Taruffi ospita in turnazione le auto dei suoi soci ed una interessantissima collezione di microcar tra le quali, solo per citarne alcune curiose, il Microbo, la prima microcar mai progettata, frutto del genio italiano, e la Janus così chiamata perché presenta gli sportelli ai lati anteriore e posteriore. Oltre ai motori, al museo Taruffi è possibile ammirare una collezione di radio d’epoca e un angolo dedicato alla vocazione cinematografica del borgo.

Lontano dai percorsi più battuti del turismo mordi e fuggi, la rete museale umbro-laziale permette di scoprire angoli incantevoli per la loro natura, affascinanti per la loro vocazione, coinvolgenti per la loro passione.

Benedetta Tintillini

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