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Roma: “Musei sotto l’albero” il 24 e 31 dicembre

‘Musei sotto l’Albero’ anche quest’anno. Sono tanti gli appuntamenti con l’arte per conoscere sempre meglio i musei della città, le loro collezioni permanenti e le numerose ed eterogenee mostre in corso, promosse da Roma Capitale-Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con i servizi museali di Zètema progetto Cultura.

Più in dettaglio, il 24 e il 31 dicembre i musei civici sono aperti fino alle 14, mentre saranno chiusi il 25 dicembre e l’1 gennaio. La prima domenica del nuovo anno, il 3 gennaio, sarà invece ad ingresso gratuito per tutti i residenti a Roma e nell’area della Città Metropolitana ad eccezione della mostra Toulouse-Lautrec al Museo dell’Ara Pacis.

Le feste natalizie possono essere l’occasione per visitare gli 8 musei gratuiti della città dove ora è possibile, per i visitatori, contribuire con piccole donazioni – per le quali è previsto un apposito contenitore in ogni museo – al loro miglioramento e alle iniziative culturali. Si può scegliere tra la suggestiva area archeologica della Villa di Massenzio; i reperti geologici, paleontologici ed archeologici del Musei di Casal dè pazzi; le preziose sculture conservate a due passi da Piazza Navona nel Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco; il camminamento, le torri e le storie racchiuse nel Museo delle Mura o le opere di de Chirico, Severini, Warhol, Rivers e Manzù ospitate nel Museo Carlo Bilotti di Villa Borghese.

Ai Mercati di Traiano, l’archeologia dialoga con le opere dello scultore uruguayano Pablo Atchugarry con una rassegna di quaranta opere nella quasi totalità di marmo di Carrara, di cui dieci monumentali esposte all’aperto. Sono invece collocate nella Grande Aula e nel Corpo Centrale dei Mercati una ventina di opere di Umberto Passeretti, dipinte perlopiù ad olio e tempera su tavola ma talvolta anche con smalti industriali, che fanno parte del ciclo ‘Anatomia del panneggio’.

Altra meta da non perdere per gli appassionati di storia e di fotografia il Museo di Roma in Palazzo Braschi, che ospita dal 23 dicembre Sorella Terra. ‘La nostra casa comune nell’enciclica Laudato Sì’, una grande mostra fotografica dedicata da National Geographic Italia alla rivoluzionaria enciclica del pontefice sulla Terra, nostra casa comune, una ‘madre bella’ che ci accoglie tra le sue braccia e “protesta per il male che provochiamo a causa dell’uso irresponsabile e dell’abuso dei beni che Dio ha posto in lei”.

Esposto anche l’originale racconto per immagini ‘War is over! L’Italia della Liberazione nelle immagini dei U.S. Signal Corps e dell’Istituto Luce, 1943-1946’ e, nelle sale espositive al piano terra, L’incanto della fotografia, una parte delle ricche collezioni di Silvio Negro, giornalista, scrittore e storico della fotografia, e dell’archeologo Valerio Cianfarani, che fu soprintendente alle antichità dell’Abruzzo e Molise, entrambe acquistate per l’Archivio Fotografico del Museo di Roma rispettivamente nel 2003 e nel 2005.

Gli appassionati di storia, invece, possono immergersi nelle atmosfere di fine secolo della casa-studio dello scultore Pietro Canonica nel cuore di Villa Borghese e in quelle ottocentesche custodite nelle sale del Museo Napoleonico o, ancora, grazie alla narrazione immersiva del Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina, possono rivivere le tormentate lotte che portarono la Roma repubblicana del 1849 a resistere e poi a capitolare.

In programma in tutti i musei diverse mostre di arte antica, moderna e contemporanea, fotografia, scultura e archeologia, a partire dai Musei Capitolini che ospitano Raffaello Parmigianino Barocci. Metafore dello sguardo, un confronto senza precedenti tra giganti dell’arte italiana. Dipinti, disegni e stampe raccontano la profonda relazione che lega Raffaello a Francesco Mazzola detto il Parmigianino e Federico Barocci ricordati dalle fonti più antiche, per differenti motivi, come eredi dell’artista urbinate.

Con circa 170 opere provenienti dal Museo di Belle Arti di Budapest, è in corso al Museo dell’Ara Pacis una grande mostra su Toulouse-Lautrec, che consente di conoscere a tutto tondo la sua opera grafica attraverso manifesti, illustrazioni, copertine di spartiti e locandine, alcune delle quali sono autentiche rarità perché stampate in tirature limitate, firmate e numerate e corredate dalla dedica dell’artista. Disponibili presso la biglietteria i Gift ticket della mostra per un regalo di Natale all’insegna dell’arte. I biglietti regalo, confezionati con una Gift Card, danno diritto all’ingresso in qualunque giorno di apertura della mostra evitando la fila.

Anche quest’anno, inoltre, al secondo piano di Palazzo Braschi, la letteratura in dialetto di Roma e del Lazio torna a dialogare con i quadri e le stampe in collezione al Museo di Roma: la piccola mostra ‘Er deserto’ vanta, tra le molte curiosità, l’esposizione del celebre ‘Panorama di Roma’ di Ippolito Caffi, realizzato dall’artista come una veduta grandangolare della città e del suo circondario e assolutamente unico nelle dimensioni che raggiungono quasi i 3 metri di lunghezza, per un’altezza di poco più di 30 cm.

È sempre la storia, ma dell’ultimo decennio del XVIII secolo, il filo conduttore della mostra al Museo Napoleonico ‘Quando Roma parlava francese. Feste e monumenti della prima Repubblica Romana (1798-1799) nelle collezioni del Museo Napoleonico’. Il percorso espositivo, articolato in due sale, accanto alle testimonianze grafiche presenta una rarissima serie di pendenti con emblemi rivoluzionari, finora mai esposti in Italia, realizzati con la peculiare tecnica romana del micromosaico.

Ancora fotografia invece al Museo di Roma in Trastevere, con ‘La Fabrica del Presente’, immersa nella realtà storica, ma contemporanea, grazie a quattro progetti, frutto del lavoro di giovani autori, diversi per formazione e provenienza. Filo conduttore del percorso espositivo è il passaggio, la transizione da uno stato a un altro, in un racconto multiplo che si muove sui confini dei luoghi e delle cose fornendone un’immagine inedita.

Si cambia tema con ‘Affinità elettive. Da de Chirico a Burri’, mostra che conduce il visitatore alla scoperta delle opere della Galleria d’Arte Moderna accostate, sulla base di pure consonanze e suggestioni formali, temi e ambiti figurativi, ad alcuni capolavori della collezione parmense della Fondazione Magnani Rocca.

L’identità di autori e periodo storico – dagli anni Venti agli anni Sessanta – offre spunti per nuovi dialoghi tra artisti del Novecento presenti nelle due raccolte, consentendo un approfondimento diverso, stimolante, sul panorama culturale che dalla prima metà del Novecento arriva fino alle ricerche informali di Alberto Burri.

Dalla Galleria di via Crispi a Villa Borghese, dove la passeggiata nel verde può includere una visita al Museo Carlo Bilotti, che ospita ‘Urbs Picta la Street Art a Roma’, le belle fotografie di Mimmo Frassineti, e la mostra ‘Delta ti – In tempo reale’, curata dagli studenti della V edizione del Luiss Master of Art – Master Universitario di I Livello, sotto la guida di Achille Bonito Oliva.

Nel vicino Museo Pietro Canonica, ‘Nello scrigno dell’artista’ è la prima di una serie di mostre organizzate dai curatori del Museo per valorizzare la pregevole collezione di oggetti e mobili d’epoca che arredano l’appartamento dello scultore.

A pochi metri, il Museo Civico di Zoologia ospita ‘Animaux sauvages. Animali selvaggi visti da Schili’. Salvatore Schilirò, in arte Schili, da sempre interessato ai problemi ecologici, alla conservazione della natura e soprattutto convinto assertore dello sviluppo sostenibile del Pianeta, esprime attraverso le sue opere pittoriche l’amore per gli animali selvatici di qualsiasi continente, con una particolare predilezione per quelli africani.

In un altro parco della città, al Casino dei Principi e al Casino Nobile di Villa Torlonia è possibile visitare fino al 10 gennaio la mostra Mario Sironi e le illustrazioni per il ‘Popolo d’Italia’ 1921-1940, che raccoglie 345 illustrazioni realizzate da uno dei più grandi protagonisti dell’arte italiana del ‘900 per il quotidiano ufficiale del Partito Fascista.

Ampia scelta, come sempre, per l’arte contemporanea al Macro, Museo d’Arte Contemporanea di via Nizza, tra cui la mostra dedicata a ‘Gillo Dorfles. Essere nel Tempo’: oltre 100 opere, alcune delle quali esposte per la prima volta: dipinti, disegni e opere grafiche, ma anche una selezione di ceramiche e gioielli. Un inedito percorso attraverso il tempo, dalle creazioni più recenti, inclusi tre dipinti inediti realizzati nell’estate 2015, alla fondazione del Movimento di Arte Concreta fino agli esordi giovanili degli anni Trenta.

Fino al 10 gennaio nella Hall del Macro è presente l’installazione ambientale di Gianfranco Baruchello, Come la quercia e, fino al 17 gennaio, è ancora visibile ‘Fotografia – Festival Internazionale di Roma XIV Edizione: Il presente’ nel cui ambito si inserisce anche ‘Sirius – Where the dog is buried’ – Lehndorff/Trülzsch, sette grandi fotografie e sedici piccole polaroids testimoni del ‘bodywork’ sperimentato dai due artisti già dai primi anni della loro collaborazione nata nel 1970.

C’è ancora tempo fino alla fine di gennaio, invece, per ‘Art Situacions II’, iniziativa spagnola che promuove e incoraggia l’arte contemporanea emergente, basandosi sul mecenatismo privato: quest’anno, per la seconda edizione, è protagonista la giovane scena artistica italiana.

Infine, ‘Egosuperegoalterego. Volto e Corpo contemporaneo dell’arte’ propone un’analisi del volto e del corpo nell’arte contemporanea, mediante l’esposizione di opere in cui l’artista stesso si auto-rappresenta.

Mentre i gemelli catanesi Carlo e Fabio Ingrassia presentano i primi dieci anni del loro lavoro, con opere che nascono dal dialogo continuo tra disegno e scultura sovvertendo il modo tradizionale di concepire le grammatiche del colore.

Nei Padiglioni di Macro Testaccio, fino al 10 gennaio è possibile visitare le due mostre ‘Alberto Di Fabio – CosmicaMente’ e ‘Cristiano Pintaldi – Dalla materia alla luce’. Infine a Macro – La Pelanda arriva Renzo Arbore – La mostra ‘Videos, radios, cianfrusaglies’. ‘Lasciate ogni tristezza voi ch’entrate’.

 

 

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