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Sabini veri nel mondo. La piccola grande storia di Gaia Ricci

gaia ricci

Forse questa storia potrà motivare qualche giovane a investire al meglio la propria vita, spendendola anche per gli altri. E’ la storia di una giovane donna, Gaia Ricci, di Castelnuovo di Farfa, nata nel 1996. Sì avete letto bene ad agosto avrà solo 22 anni, ma si tratta di una persona di fronte alla quale in molti dovremmo toglierci il cappello.

Dopo il liceo classico a Rieti, Gaia decide a 19 anni di partire per Milano e di andare alla Bocconi per studiare Economia per arte, cultura e comunicazione. A 21 anni, nell’agosto scorso, si trasferisce per alcuni mesi a Buenos Aires, nell’ambito di un programma di scambio tra le università.

Fin qui il percorso degli studi, ma non è questa la luce che brilla nella sua vita, perché Gaia durante gli studi decide di dedicare il suo tempo libero al volontariato: Banco alimentare a Rieti, Pane Quotidiano a Milano e, soprattutto, Por los chicos in Argentina, dove fa una grande esperienza: insegnare a bambini poveri di 8 – 12 anni, organizzando per loro giochi e attività ricreative. Oggi l’impegno riguarda il progetto di volontariato al Refettorio Ambrosiano di Massimo Bottura, a Milano.

“A emozionarmi tantissimo – dice Gaia – è stata la loro curiosità. Quando hanno saputo che ero italiana hanno iniziato a tempestarmi di domande: Dov’è? Com’è? Cosa si mangia? Quante ore di aereo ci vogliono per raggiungerla? Ti mancano i tuoi parenti? Perché parli così male?… Erano curiosi di tutto, della vita, mi prendevano il cellulare per vedere dove fosse l’Italia sulla mappa ed erano sorpresi di quanto fosse lontana dalla loro casa. Grazie a loro ho imparato a stupirmi di ogni cosa, a rimanere sempre meravigliata da ogni novità, dal primo momento in cui ho messo piede nella struttura di “Por los chicos” ho vissuto le mie giornate meravigliandomi, guardandomi intorno con la stessa curiosità con cui loro guardavano quello che non conoscevano attraverso il mio cellulare e questa è stata la più grande lezione che quei piccoli marmocchietti mi hanno donato”.

Ora Gaia è tornata a Milano per completare la triennale e iniziare nel prossimo settembre la specialistica in marketing. Le esperienze di volontariato, che non lasceranno più la sua vita, l’hanno fatta maturare e l’hanno arricchita. Aver conosciuto tanta gente povera che lotta per la vita, giorno dopo giorno, le ha dato una grande forza di volontà.

La giovane sabina, cittadina del mondo, si sente pronta ad affrontare le sfide della vita con determinazione e con la testardaggine della nonna abruzzese. “Credo in me stessa – dice Gaia – e non mi lascerò intimorire dalle difficoltà, voglio continuare a studiare e a mantenermi con piccoli lavori come faccio da un po’. Soprattutto continuerò a donare il mio tempo a chi ha bisogno”.

Gaia non ha più voglia di ascoltare i lamenti esistenziali di tanti giovani che non sanno come riempire le giornate.

Alla base della forza di questa giovanissima sabina c’è la sua famiglia, genitori e nonni, che l’hanno sempre appoggiata e incoraggiata, stando al suo fianco, come tutti i papà e le mamme dovrebbero fare, anche se per mamma Roberta non è facile vivere lontana dalla sua Gaia.

Questa piccola storia è un grande racconto d’amore verso la vita e verso gli altri, un esempio d’impegno che si va ad aggiungere alle tante storie di volontariato che rendono la città di Rieti e la Sabina ancora più belle.

“Donarsi agli altri questa è la nostra rivoluzione” aveva detto Papa Francesco.

Giuseppe Manzo

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