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Sanità: 10 mln di italiani dall’osteopata, 1 su 3 su consiglio del medico

Un italiano su 3 conosce l’osteopatia e uno su 5 si è rivolto a un osteopata: 10 milioni di connazionali che, in oltre un terzo dei casi, si è rivolto a questa pratica su consiglio del proprio medico di famiglia o di uno specialista della salute.

Il 70% di chi va dall’osteopata lo fa per cercare di alleviare dolori muscolo-scheletrici e il 90% si dichiara molto o abbastanza soddisfatto. A scattare l’istantanea è un’indagine realizzata per il Roi (Registro degli osteopati d’Italia) dall’Istituto di ricerca Eumetra Monterosa, su un campione rappresentativo della popolazione italiana over 18.

La ricerca ‘Gli italiani e l’osteopatia’ è stata presentata a Milano ed è “la prima indagine demoscopica che fotografa la diffusione e la conoscenza dell’osteopatia in Italia”, sottolinea il Roi. “C’è sempre più osteopatia nella salute degli italiani”, chiosa l’associazione nata nel 1989, con circa 2.500 osteopati iscritti. “I dati di questa prima indagine sull’osteopatia in Italia – afferma Paola Sciomachen, presidente del Roi – devono essere uno stimolo fortissimo per portare a termine il percorso, già approvato dal Senato e fermo alla Camera, che nell’articolo 4 del Ddl Lorenzin prevede il riconoscimento dell’osteopatia come professione sanitaria. I dati dimostrano che l’osteopatia è scelta e apprezzata da milioni di cittadini come sistema di cura, ed è già una professione radicata che deve essere riconosciuta”. Una battaglia che sembra condivisa dagli abitanti della Penisola: interrogati sui fattori che potrebbero favorire il diffondersi dell’osteopatia – evidenzia il Roi – quasi metà italiani indica il riconoscimento ufficiale della professione, insieme alla copertura dei trattamenti da parte del Servizio sanitario nazionale (43%), alle detrazioni fiscali (21%) e alla copertura assicurativa delle cure (21%). “Condizioni che si potrebbero realizzare solo a seguito del riconoscimento e di cui oggi gli italiani non possono usufruire”.

Come spesso accade in sanità, rileva ancora il Roi, il canale principale attraverso cui gli italiani scelgono un osteopata è il passaparola. “L’evidenza più interessante è però che più di un terzo degli italiani che si rivolgono a un osteopata lo fa su consiglio dei medici stessi. Questo risultato dimostra come l’osteopatia sia già nei fatti una professione integrata con le altre, in un sistema di cura che vede la salute del paziente al centro di un disegno che abbraccia e interessa più discipline”. Precisa Sciomachen: “Il Roi ha sempre sottolineato l’importanza di un’integrazione tra l’osteopatia e le altre professioni sanitarie, come già avviene quotidianamente nella pratica clinica. L’osteopatia è una professione autonoma, con un suo specifico approccio clinico al paziente e un proprio campo di intervento che riguarda la disfunzione somatica, di competenza esclusivamente osteopatica”.

Dall’indagine emerge, da un lato, l’esigenza di maggiore chiarezza sui benefici delle cure osteopatiche (la chiede il 59% degli italiani), e dall’altro un interesse verso tutela e sicurezza: oltre l’80% dice di sentirsi più garantito se il professionista osteopata è iscritto a un’associazione. “In un Paese in cui 8 italiani su 10 soffrono di mal di schiena – conclude il Roi – la diffusione dell’osteopatia, che è particolarmente efficace sulla lombalgia come dimostrano le Linee guida sulla lombalgia pubblicate sul ‘Jaoa’ (Journal of American Osteopathic Association) nel 2010 e aggiornate nel 2016, rende necessaria e improrogabile la sua regolamentazione”.

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