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Santiago in Umbria: una tradizione sommersa torna alla luce

santiago

Venerdì 25 maggio, alle ore 18, nella Sala della Cannoniera della Rocca Paolina a Perugia si inaugura la Mostra fotografica Santiago in Umbria: una tradizione sommersa a cura del Centro italiano di studi compostellani e della Confraternita di San Jacopo di Compostela di Perugia e coordinata dal Prof. Paolo Caucci von Saucken dell’Università degli Studi di Perugia.

La mostra mette in evidenza, attraverso la scelta delle immagini più rappresentative, la presenza di san Giacomo di Compostella nell’arte, nei costumi e negli oggetti in Umbria. L’evento, specialmente significativo, si colloca nell’ambito della rinascita dei pellegrinaggi compostellani che ha risvegliato in tutta Europa l’interesse e l’attenzione per un patrimonio culturale diffuso più di quanto si possa immaginare .

La mostra rimarrà aperta fino al sabato 2 giugno tutti i giorni con orario 10-13 e 16-18.

In Umbria questo è particolarmente evidente.  La regione raccoglie e testimonia ampiamente questa memoria, alimentata dalla sua particolare situazione. E’ infatti situata tra grandi centri di pellegrinaggio, quali Roma e Loreto, essa stessa è meta di pellegrinaggio come alla Perdonanza di Santa Maria degli Angeli, o al Santo Anello di Perugia, è posta tra i grandi convettori religiosi della Flaminia e della via Francigena, ed è attraversata da strade sui quali gli Ordini militari ed ospitalieri  hanno lasciato, magioni, commende ed ospedali. La presenza di espressioni compostellane si addensa appunto, con speciale significato, lungo le principali vie di comunicazione. In particolare lungo l’asse che unisce Magione a Foligno. Un segno che lo conferma è la forte presenza in questo tratto di ospedali per pellegrini e addirittura di antiche confraternite di ex pellegrini compostellani come a Perugia, Assisi e Spello. Nelle città invece il culto verso San Giacomo tende a radicarsi nei pressi delle porte cittadine, dove spesso troviamo spedali, creati da varie istituzioni, con la funzione di accogliere i pellegrini che entrano ed escono dalla città: così a Perugia, Assisi, Foligno, Città di Castello, Norcia…

La Mostra offre un’ampia testimonianza di questa civiltà attraverso immagini e oggetti di particolare rilevanza come la statuetta di azabache, riportata a Perugia  nel 1588  dai due notai perugini Ballarini e  Rettabeni, o la patena medievale con la raffigurazione in smalto dell’iniziazione al viaggio.   Rappresentazioni dei principali miracoli attribuiti a San Giacomo in affreschi, pitture e cicli iconografici completano un mosaico di segni e memorie complesso,  sorprendente ed  inedito.

Il professor Caucci, curatore della mostra ha commentato :” Si tratta di un lavoro maturato all’interno del Centro italiano di studi compostellani e della Confraternita di san Jacopo che ha permesso l’acquisizione di un vastissimo materiale rappresentato nella mostra  per elementi esemplari e significativi. Si può dire che in questo momento l’Umbria per la presenza di associazioni compostellane particolarmente attive  e per la formazione di  importanti   biblioteche, collezioni ed archivi, anche privati, specializzati nella materia, può essere considerata una delle regioni in Europa  in cui la tradizione compostellana è più viva e presente ed è rinata con più forza.”.

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