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Debolezze e paure al Teatro Greco di Roma con The Vanity Monsters

Giunge alla sua XVIII edizione “Che danza vuoi?” la rassegna in scena al Teatro Greco di Roma. Per l’occasione, l’Out Dance Project, compagnia  diretta dalla coreografa Cristina Pitrelli, presenta “The Vanity Monsters”, spettacolo di danza contemporanea nato per sensibilizzare le nuove generazioni sul tema importante dell’accettazione di noi stessi, del nostro corpo e della nostra anima.

“Utilizzare il movimento e il corpo per sottolineare una condizione sociale molto diffusa attualmente – si legge nella nota dello spettacolo -: la ricerca ossessiva di appartenere ad uno stereotipo prestabilito, che non lascia spazio all’identità e all’unicità che ognuno di noi ha, ma a cui i giovani troppo spesso non riescono a dare voce.

Queste “tendenze comportamentali” sono state interpretate dalla coreografa Cristina Pitrelli attraverso un linguaggio del corpo dinamico in rapporto allo spazio e al tempo, ma anche attraverso un proprio ritmo interiore che rappresenta il luogo per esprimere certezze e soddisfazioni del proprio io.

Le aspettative personali dei ragazzi vengono spesso frantumate, e il lavoro che lo spettacolo proporrà, vuole esprimere la paura e lo smarrimento che molti giovani provano quando hanno un riscontro reale della loro personalità, che cela debolezze ed intime malinconie, generando tensioni collettive e crolli individuali psicologici. Ma un tema così difficile, viene interpretato dalle danzatrici in maniera leggera ed ironica attraverso una libera espressione del loro corpo.

“The Vanity Monsters” è uno spettacolo che in conclusione lancia uno spiraglio positivo, perché invita a riflettere sull’accettazione di noi stessi, ricercando un nostro equilibrio, volteggiando sul palco come nella vita”.

The Vanity Monsters: coreografie e regia di Cristina Pitrelli, danzatrici Gioia Fabiano, Arianna Zamperini, Silvia Mazzuto, Giordana Paolacci, Asia Fina, collaborazione creativa coreografica di Andrea Cagnetti. La compagnia Out Dance Project, è stabile presso la scuola Nova Accademia di Fulvio Peroni.

Cristina Pitrelli – Inizia i suoi studi nel 1996 frequentando la scuola di danza Tersicoli di Ostia diretta da Gabriella Lodi, svolgendo corsi di danza classica, jazz e contemporanea. Nei primi mesi del 2003 frequenta un masterclass a Londra presso la scuola di danza Pineapple Studios interessandosi al Lyrical Jazz, musical e video dance con Molly Molloy, Mark Battershall, Tory, Danzology, Roland Price. Nel 2006  si diploma presso il Centro Internazionale Opus Ballet di Firenze. Dal 2006/2007 inizia ad insegnare propedeutica alla danza e contemporaneo a Firenze, per poi trasferirsi a Berlino dove approfondisce lo studio della danza contemporanea, floor work, contact, tecnica release e improvvisazione presso le scuole Tanz Fabrik e Marameo. In questo periodo partecipa a numerose rassegne di danza contemporanea, tre le più importanti: “Tanzi im August”, “Hebbel Theatre” e al “Tanzzeit Theatre am Ufer”. Durante il soggiorno a Berlino si appassioni alla cultura hip hop, entrando così a far parte della “Jam Dance Company” diretta da Kathi Jezuita. Nel 2008/2009 partecipa alla Biennale della Danza di Venezia nello spettacolo “The Waste Land” diretto da Ismael Ivo. Parallelamente all’attività di danzatrice, si afferma anche come coreografa ed insegnante e nel 2015 assume la direzione artistica della Nova Accademia di Fulvio Peroni, dando vita inoltre alla compagnia Out Dance Project. L’ultimo lavoro la vede in veste di ballerina a Los Angeles nella sigla della sit-com “Bruna in Beverly Hills” che avrà come protagonista Ronn Moss e che verrà prossimamente trasmessa anche in Italia.

Out Dance Project – La compagnia  di danza Out Dance Project, stabile presso la scuola Nova Accademia di Fulvio Peroni, vuole sviluppare un immaginario coreografico che sappia utilizzare la danza come strumento conoscitivo. Il lavoro si basa sullo studio del movimento corporeo scaturito dal ritmo interiore del danzatore in rapporto allo spazio e al tempo. Il linguaggio corporeo  deve emanare energia fisica attraverso l’utilizzo del peso e del contrappeso, del disequilibrio e della caduta, della resistenza e dell’abbandono trasformando la danza in rischio, istinto, velocità ed espressività. Tale lavoro deve essere sviluppato in totale spontaneità nella relazione tra i danzatori. Negli ultimi mesi ha partecipato a diversi eventi tra i quali: il “Dancing Day” al Gran Teatro di Roma, “In Punta di donna rassegna del Teatro Italia, “Danza in fiera” a Firenze e al “Roma Dance show”.

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