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Todi Festival, “Nove” : 9 commedie, 18 protagonisti, 2 interpreti

todi festival 2015

Martedì 25 Agosto e in replica mercoledì 26, debutta al Todi Festival “Nove” una novità teatrale fortemente voluta dalla coppia di attori protagonisti, Massimiliano Franciosa e Claudia Crisafio.

Scritta da uno dei più stimati drammaturghi italiani, Edoardo Erba, si avvale della regia di Mauro Avogadro e della produzione di una fra le più importanti compagnie teatrali italiane, la Compagnia Orsini, con il contributo del Nuovo Imaie.
Lo spettacolo si compone di nove frammenti, nove brevissime commedie concentrate in dieci minuti ma forse pensate per diventare “nove lunghissime commedie”.

In poche battute, dopo aver delineato nitidamente i personaggi, l’autore tira dritto al punto di svolta, al colpo di scena.  I temi e i soggetti delle scene sono diverse, ma lo stile è comune: l’autore parte da situazioni quotidiane, concrete, molto riconoscibili e “flettendo” la realtà fa decollare la vicenda, che in pochi minuti sconfina nel surreale. L’abilità della scrittura sta tutta nella rapidità della costruzione: nessun mattone è sprecato, e ogni dettaglio ha una doppia lettura, che si rivela appieno solo nel finale. Diciotto protagonisti ma solo due interpreti, un uomo e una donna, che si trovano ad affrontare situazioni e relazioni differenti, tra passato, presente e futuro. Questo consente agli attori di esibirsi in una prova di abilità e trasformismo, perché volta a volta, diventano i protagonisti di un’intervista televisiva, una coppia di vecchi in un parco, due giovani in cerca di mobili all’Ikea, una studentessa e un professore in un mondo di nuove religioni, un illusionista con la sua agente, una cliente al test drive di un’automobile, una segretaria e un killer, una coppia in ospedale di fronte a una drammatica decisione, due amici a rivedere una storica partita di calcio il cui risultato inaspettatamente cambia.

Un originale “esercizio di stile d’autore” che offre al regista ed ai due funambolici attori, coadiuvati dalla visionarietà della scenografa virtuale e dal gusto raffinato della costumista, la possibilità di giocare, tra finto od involontario cinismo e sano o italico sentimentalismo, con il linguaggio del teatro.

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