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La Villa del Boccaglione a Bettona, un tesoro sotto chiave

di Benedetta Tintillini

 

Sono da cogliere al volo le rarissime occasioni nelle quali la Villa del Boccaglione, a Passaggio di Bettona, si lascia ammirare e rivela i suoi segreti. Quando questo avviene il cuore si riempie di speranza, perché i visitatori accorrono numerosi, perché si ha la percezione di quanto bisogno ci sia di riscoprire il bello che ci circonda, e di quanto amore, nonostante chi ci amministra, ci sia per il nostro patrimonio da parte della gente comune.

Il grande merito che va riconosciuto alla piccola, ma attivissima e agguerrita, Pro Loco di Bettona, è stato quello di volere caparbiamente, assumendosene tutti gli oneri (economici e di responsabilità) la riapertura e la fruizione, anche se sporadica e temporanea, di spazi, quali la villa, meravigliosi ma chiusi, chicche della nostra regione che, adeguatamente restaurate, sarebbero vera ricchezza economica per il territorio che le ospita.

La villa del Boccaglione, ora di proprietà del Ministero dei Beni Culturali, è una villa rurale della metà del XVII secolo costruita su un edificio preesistente. Molte sono le sue peculiarità che la rendono un luogo di sicuro interesse artistico e turistico: sembra che addirittura il Piermarini potrebbe aver preso parte al suo progetto.

Entrando nella corte il grande corpo centrale a tre piani della villa troneggia con la sua doppia scalinata di accesso, ed alla sinistra si scorge una piccola chiesa, totalmente puntellata ed inaccessibile, risalente alla seconda metà del sec. XVII, collegata con un passaggio pensile al livello del piano nobile della residenza.

Due giardini, uno alla francese ed uno all’italiana (di cui si può solo immaginare la primitiva bellezza) ingentiliscono l’esterno della villa, il cui retro è alleggerito da un portico che alterna archi ed architravi.

Sale affrescate si susseguono, scene mitologiche, strumenti musicali, motivi a grottesche si lasciano ammirare sui soffitti realizzati in camorcanna, sulle travi dipinte, sulle pareti delle sale un tempo fastose, pregevoli stucchi decoravano i sontuosi camini, mentre sembra ancora di sentire, percorrendo il corridoio di ingresso al piano terra, il rumore delle carrozze che facevano il loro ingresso per poi raggiungere direttamente le stalle e le rimesse.

Visitando questo luogo si ha l’impressione di entrare in un fermo immagine, dove i lavori di restauro, consolidamento, adeguamento, sono iniziati e poi, improvvisamente, si sono inesorabilmente interrotti. Interventi assai discutibili feriscono gli occhi ed il cuore, mentre le decorazioni interne, rovinate dal tempo e dall’incuria, sbiadiscono pian piano. Nei giardini il bosso piantumato negli anni ’90 e poi mai curato è ormai secco, sormontato da erbe infestati alte più di un metro.

Nonostante questo la villa esprime tutta la sua bellezza ed il suo potenziale, lo testimoniano i visitatori, accorsi in migliaia, nel corso del primo giorno della sua riapertura per il Bettona Art-Music Festival.

C’è da augurarsi che l’entusiasmo e la voglia di fare non diminuisca di fronte alle difficoltà, e che la risposta ed il successo dell’iniziativa doni nuovi stimoli ai volontari della Pro Loco che, come ha detto il Presidente della Pro Loco stessa, lavora per far sì che ciò che i nostri predecessori ci hanno lasciato arrivi intatto alle generazioni che seguiranno.

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