11 settembre 2001: il giorno che ha cambiato il mondo

ground zero 11 settembre

Diciotto anni fa il mondo occidentale diventò più vulnerabile, più insicuro. Molti cercarono nella limitazione dei diritti individuali una protezione per sé e per la propria famiglia. Politici senza scrupoli ne approfittarono e da allora la guerra è tornata ad essere una “tragica necessità” che accompagna le nostre vite e che in tv è pane quotidiano. Dopo l’11 settembre 2001 molte persone si rinchiusero in casa e iniziarono a guardare all’altro con maggiore diffidenza. L’immaginario collettivo, che ottanta anni fa vide negli ebrei i veri nemici, fu sapientemente rivolto da politici senza ideali e in cerca di consenso e di potere, prima contro i musulmani, verso i quali si scatenarono guerre senza quartiere, e poi, in tempi più recenti, contro gli immigrati, che per molti sono diventati il male unico da ributtare in mare. La lezione della seconda guerra mondiale con i genocidi e le distruzioni sembra dimenticata. Lo spirito e gli ideali che hanno animato la politica del secondo dopoguerra, portando all’istituzione dell’Onu e ispirando grandi costituzioni come quella del nostro paese, sembrano essersi affievoliti.

Le immagini dell’attentato alle Torri Gemelle con i suoi tremila morti sono ancora nei nostri occhi. Tutti ricordiamo quello che stavamo facendo in quegli attimi drammatici, quando le televisioni e il web iniziarono a mandare in onda un film che non avremmo mai voluto vedere, perché ci mostrava una realtà difficile da comprendere ed accettare.

Aerei usati come missili colpivano il cuore economico del mondo, un luogo simbolico per l’occidente ricco e sicuro, dove molti sognavano di vivere e di lavorare. Gli Stati Uniti, guida del mondo intero, vacillarono e con essi i valori da loro rappresentati dopo la vittoria della seconda guerra mondiale.

Da allora, in nome della sicurezza molti diritti sono stati sospesi, molte guerre sono iniziate e sembrano non avere termine, nonostante la distruzione di intere città e la morte inutile e colpevolmente dimenticata di migliaia di vite innocenti.

L’egoismo e il bisogno di sicurezza sembrano aver soppiantato il sentimento di umanità: ci siamo perfino abituati a sentire dei bambini che muoiono in mare o nei bombardamenti delle loro case. L’odio pervade la comunicazione sociale e quella politica: ci siamo abituati al linciaggio di persone che hanno solo il torto di non essere d’accordo. La crisi economica ridimensiona le nostre aspettative e gli ideali sono spesso accantonati per opportunismo. L’indifferenza rende freddi i nostri cuori.

E’ necessario sforzarsi di tornare ai valori fondanti della nostra vita e della nostra democrazia. Il valore della collettività e quello della cultura possono aiutarci a cambiare pagina. E’ indispensabile tornare allo studio della storia, per capire e per non ripetere gli errori del secolo scorso. Dobbiamo guardare con coraggio agli errori del passato se vogliamo costruire un futuro dove i diritti della persona, i sentimenti di solidarietà umana, il senso di appartenenza al mondo, senza distinzione alcuna, e la sacralità dell’ambiente possano prevalere.

Giuseppe Manzo

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