Un capolavoro assoluto della pittura etrusca entra ufficialmente nel patrimonio dello Stato italiano. È stata inaugurata al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, alla presenza del ministro della Cultura Alessandro Giuli, la nuova esposizione permanente degli affreschi della Tomba François, uno dei più straordinari cicli pittorici dell’antichità, considerato fondamentale per la comprensione della civiltà etrusca e dell’immaginario figurativo del Mediterraneo antico.
L’ingresso degli affreschi nelle collezioni permanenti del museo romano segna un passaggio storico: dopo oltre un secolo, il celebre complesso figurativo torna alla piena fruizione pubblica, diventando patrimonio collettivo. Un risultato reso possibile grazie alla collaborazione tra gli eredi delle famiglie Torlonia, Sforza Cesarini e Gaetani, proprietari dell’opera, e il lavoro congiunto della Direzione Generale Musei guidata da Massimo Osanna e del museo diretto da Luana Toniolo.
A celebrare questo momento, insieme al ministro Giuli, anche Alfonsina Russo, capo del Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale, e Jean-Christophe Babin, presidente di Fondazione Bvlgari, che ha sostenuto il progetto con un intervento mirato di valorizzazione degli spazi espositivi.
Scoperta il 1° maggio 1857 dall’archeologo Alessandro François nei terreni del principe Alessandro Torlonia, nella necropoli di Ponte Rotto a Vulci, la Tomba François rappresenta una delle più alte testimonianze della pittura antica giunta fino a noi. Datata tra il 340 e il 320 a.C., è scavata nel tufo e composta da trentasette pannelli dipinti e due cippi litici rinvenuti nel corridoio di accesso.
Il suo valore non è soltanto artistico, ma anche storico e simbolico. La decorazione pittorica intreccia infatti mito greco, memoria storica etrusca e costruzione dell’identità aristocratica vulcente. Grazie alle iscrizioni dipinte accanto ai personaggi, è ancora possibile riconoscere figure ed episodi che mettono in relazione storia, leggenda e rappresentazione del potere.
Tra le scene più celebri figurano il sacrificio dei prigionieri troiani durante i funerali di Patroclo, la lotta fratricida tra Eteocle e Polinice, il ritratto del committente Vel Saties e il celebre episodio di Macstarna – identificato con il futuro re di Roma Servius Tullius – che libera il condottiero vulcente Celio Vibenna.
A completare il percorso, fino al 31 dicembre 2026, la mostra Il Ritorno degli Eroi, che ricostruisce il contesto originario della tomba attraverso reperti e documenti provenienti da alcune delle più importanti istituzioni museali internazionali. Tra queste il Musée du Louvre, il British Museum, i Royal Museums of Art and History, il Musée cantonal d’archéologie et d’histoire di Losanna, i Musei Vaticani e l’Istituto Archeologico Germanico di Roma.
Tra i reperti esposti spiccano preziosi gioielli appartenuti alla famiglia Saties: orecchini, collane in lamina d’oro, scarabei, anelli e vasi rituali che restituiscono la ricchezza materiale e simbolica del corredo funerario.
Con questa operazione, Villa Giulia restituisce al pubblico non solo un capolavoro dell’arte etrusca, ma un racconto complesso che unisce pittura, archeologia e memoria storica. Un patrimonio che, finalmente ricomposto, torna a raccontare uno dei capitoli più affascinanti dell’Italia antica.
Le visite alla Tomba François e alla mostra sono comprese nel biglietto d’ingresso del museo, con accessi contingentati e prenotazione obbligatoria.
