L’Associazione Matavitatau è lieta di invitare la cittadinanza all’incontro “Aggiungere vita alla vita”, un pomeriggio di dialogo e testimonianza con don Eugenio Nembrini e la comunità dei “Quadratini”, un’esperienza nata dal desiderio di condividere la fede e la vita anche nella malattia e nella fragilità.
L’appuntamento si terrà sabato 8 novembre alle ore 16:30 presso l’Auditorium dell’Antico Istituto Sant’Anna di Perugia, in collaborazione con Caritas Diocesana Perugia-Città della Pieve, Isola San Lorenzo, PortoFranco Umbria, Umbria e Cultura e Istituto Sant’Anna.
La comunità dei Quadratini nasce dall’intuizione di don Eugenio Nembrini, inizialmente per permettere ad alcuni malati di partecipare online alla Messa quotidiana. Il nome deriva dai “riquadri” dei partecipanti collegati sullo schermo.
Nel tempo, questa semplice iniziativa si è trasformata in una realtà viva e sorprendente, che oggi raccoglie persone da tutto il mondo — dall’Italia all’Europa, dal Kazakistan all’Uganda — credenti e non credenti uniti dal desiderio di condividere la vita, anche quando la sofferenza la attraversa.
Molti membri convivono con malattie gravi, ma ogni giorno si ritrovano per raccontarsi con sincerità, pregare e sostenersi reciprocamente.
Come spiega don Eugenio: “Mi sento povero come chi è malato, il suo desiderio è il mio. Siamo tutti uniti da un desiderio: vivere. Questa è un’amicizia che esplode di vita, senza censurare niente, senza nascondersi dietro ragionamenti.”
L’invito a incontrare l’esperienza dei “quadratini” è per conoscere persone che di solito restano in ombra nella nostra società, dove si preferisce narcotizzare l’inquietudine dell’esistenza per difendere la nostra comfort zone, in uno stato di quiete che finisce per negare la vita stessa.
L’Associazione Matavitatau, nel lavoro di preparazione dell’incontro di sabato 8 novembre, ha raccolto molte domande, emerse spontaneamente dai propri soci e dalle altre realtà che si sono volute coinvolgere nell’ organizzare l’incontro. Ogni partecipante potrà rivolgerle direttamente a don Eugenio e ad alcuni dei “Quadratini” presenti il giorno dell’evento.
Non è facile, con parole semplici, descrivere un’esperienza di persone così ricca di sfumature e di personalità diverse, per questo ricorriamo alle parole del sommo poeta della nostra tradizione letteraria.
Lo giorno se n’andava, e l’aere bruno
toglieva li animai che sono in terra
da le fatiche loro; e io sol uno
m’apparecchiava a sostener la guerra
sì del cammino e sì de la pietate… (Dante, Divina Commedia, Inferno,Canto II)
La breve e incisiva formula «io sol uno» nel secondo canto dell’Inferno di Dante inquadra e sintetizza molto bene quello che i Quadratini hanno da dire a ciascuno di noi: “tocca a te”, davanti alle sfide della vita, in particolare davanti alla solitudine, alla sofferenza, al dolore, sei tu e tu solo, nessuno ti può sostituire. Ci vuole coraggio per vivere la vita. La “guerra” che ti aspetta ( guerra innanzitutto con se stessi, contro la propria paura, la propria debolezza) non è però solitaria, ma si nutre di relazione, con il grande Tu, presenza amica per chi ha fede, e con il piccolo tu, che è voce unica e insostituibile di ogni singolo essere umano nel grande sentimento della “pietate”: l’immedesimazione con il destino di altri esseri umani, una pietà profonda per se stessi e per i propri fratelli uomini.
L’esperienza dei “quadratini” nasce in un contesto cristiano, il loro messaggio è però rivolto a tutti, travalica appartenenze confessionali e riesce a superare barriere linguistiche e culturali. Nel sito Matavitatau potete trovare le informazioni relative all’incontro anche in arabo e in inglese.