All’Ombra del Castello 2026, a Izzalini il cinema racconta le Aree Interne

all'ombra del castello izzalini

La 17esima edizione della rassegna cinematografica All’Ombra del Castello sarà curata dal regista Francesco Cordio. Quattro film, quattro territori e una domanda comune: cosa resta quando un luogo si svuota? Proiezioni gratuite dal 4 al 25 luglio nel borgo medievale di Izzalini di Todi.

Le Aree Interne diventano protagoniste del grande schermo nella diciassettesima edizione di “All’Ombra del Castello”, la rassegna cinematografica promossa dal Comitato di Izzalini con il patrocinio del Comune di Todi e della Regione Umbria. Un appuntamento ormai consolidato nel panorama culturale estivo tuderte che, anno dopo anno, ha saputo coniugare cinema di qualità, valorizzazione del territorio e momenti di socialità nel suggestivo scenario della piazza del castello del borgo.

L’edizione 2026 segna un importante salto di qualità grazie alla direzione artistica affidata al regista e autore Francesco Cordio, da anni residente nella vicina Collelungo e profondo conoscitore delle dinamiche che attraversano i piccoli centri dell’Italia contemporanea.

Il titolo scelto per il cartellone di quest’anno è già una dichiarazione d’intenti: “Fuori mappa: film dai luoghi dove abitare è già una scelta”. Un percorso cinematografico che attraversa territori marginali e comunità periferiche, ponendo al centro il tema delle Aree Interne, oggi più che mai al centro del dibattito nazionale.

«Le Aree Interne non sono uno sfondo – spiega Cordio – ma una condizione economica, politica e affettiva che riguarda chiunque viva in un luogo che qualcuno, da qualche parte, ha già deciso non essere il centro».

La rassegna prenderà il via il 4 luglio con “Ritorno al tratturo”, documentario firmato dallo stesso Cordio e interpretato da Elio Germano, che racconta l’Appennino e il sistema delle antiche vie della transumanza come metafora di connessioni perdute e occasioni da recuperare. Un’opera che riflette sullo spopolamento e sulla resilienza delle comunità montane.

L’11 luglio sarà la volta di “Il vento fa il suo giro” di Giorgio Diritti, film del 2005 diventato negli anni un punto di riferimento per comprendere le tensioni tra accoglienza, identità e appartenenza nelle comunità rurali. La vicenda di una famiglia francese trasferitasi in un villaggio occitano delle Alpi cuneesi si rivela ancora oggi sorprendentemente attuale.

Il 18 luglio il viaggio proseguirà in Galizia con “As Bestas”, intenso thriller rurale del regista Rodrigo Sorogoyen. Un racconto duro e coinvolgente che esplora il conflitto tra chi arriva e chi resta, mostrando come la terra possa diventare terreno di scontro e incomprensione.

Gran finale il 25 luglio con “Sciatunostro” di Leandro Picarella, ambientato nell’isola di Linosa. Attraverso l’amicizia tra due bambini, il film affronta il tema dello spopolamento come esperienza collettiva e profonda ferita sociale, restituendo con delicatezza la realtà di chi sceglie di restare.

«Quattro film, quattro geografie – Appennino, Alpi, Galizia e Sicilia – e un’unica domanda: cosa rimane quando un luogo si svuota?», sottolinea ancora Cordio. Una riflessione che accompagnerà tutte le serate grazie anche alla collaborazione di Michele Bellucci, incaricato di introdurre le proiezioni e accompagnare il pubblico nel percorso di lettura delle opere.

Come da tradizione, ogni appuntamento sarà preceduto da una degustazione di piatti tipici preparati dalle famiglie del borgo, elemento che contribuisce a rendere la manifestazione un’esperienza culturale e comunitaria allo stesso tempo.

Soddisfazione viene espressa da Laurence Baiocco, presidente del Comitato di Izzalini, che evidenzia come questa edizione rappresenti un ulteriore passo avanti nella crescita della rassegna: «Siamo particolarmente grati a Francesco Cordio per l’impegno e il supporto assicurati. Grazie anche al sostegno delle istituzioni, il festival raggiunge nuovi livelli sia dal punto di vista cinematografico che organizzativo».

Un’iniziativa che si inserisce nel più ampio percorso di valorizzazione dei borghi del territorio tuderte, come sottolinea il sindaco di Todi, Antonino Ruggiano. «Izzalini è uno dei centri che negli ultimi anni hanno beneficiato di importanti interventi di rigenerazione urbana. Il tema scelto da Francesco Cordio è particolarmente significativo anche per il lavoro che stiamo portando avanti nell’ambito della nuova Area Interna della Media Valle del Tevere e dell’Umbria Meridionale, della quale Todi è Comune capofila».

Tra cinema, riflessione sociale e valorizzazione del territorio, “All’Ombra del Castello” si conferma dunque un appuntamento capace di trasformare un piccolo borgo umbro in uno spazio di confronto sui grandi temi del presente, dando voce a quei luoghi che troppo spesso restano ai margini delle mappe, ma non della storia.

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