Aida, La Bohème, Nabucco e La Traviata accendono il Festival dell’Arena di Verona 2026
Quattro serate consecutive, quattro capolavori immortali e un cast internazionale di primo piano: entra nel vivo il 103° Arena di Verona Opera Festival 2026, che dal 2 al 5 luglio trasforma ancora una volta l’Arena di Verona nel palcoscenico operistico più spettacolare al mondo.
Il primo fine settimana di luglio si apre con una maratona lirica che alterna alcuni dei titoli più amati del repertorio, da Aida a La Bohème, passando per Nabucco e La Traviata, in una stagione che si annuncia come la più lunga nella storia del festival areniano.
Ad aprire il programma, giovedì 2 luglio, sarà Aida, simbolo assoluto dell’Arena. Lo spettacolo firmato dal regista Stefano Poda, soprannominato “di cristallo”, gioca su trasparenze, riflessi e luce per esaltare l’architettura dell’anfiteatro. In scena torna il cast applaudito alla prima, con Maria José Siri nel ruolo della principessa etiope, il baritono Amartuvshin Enkhbat come Amonasro e Alisa Kolosova nei panni di Amneris. Debutto stagionale per il tenore Gregory Kunde, interprete di Radames, sotto la direzione di Daniel Oren.
Venerdì 3 luglio sarà la volta de La Bohème, raramente rappresentata in Arena ma amatissima dal pubblico. A 130 anni dalla sua prima assoluta, il capolavoro di Giacomo Puccini torna con una nuova lettura firmata da Alfonso Signorini. Una messinscena fedele alla Parigi ottocentesca, costruita con materiali trasparenti per rendere visibili più livelli narrativi. Protagonisti Eleonora Buratto nel ruolo di Mimì e Yusif Eyvazov al debutto areniano come Rodolfo. Sul podio, per la prima volta in anfiteatro, il maestro Francesco Lanzillotta.
Sabato 4 luglio torna Nabucco, dramma verdiano per eccellenza e opera simbolo del Risorgimento italiano. Ancora la firma visionaria di Stefano Poda per uno spettacolo imponente fatto di simboli, led e coreografie di massa. Protagonista assoluto è ancora Amartuvshin Enkhbat nel ruolo del re babilonese, affiancato da Maria José Siri come Abigaille, Annalisa Stroppa come Fenena e Simon Lim nei panni di Zaccaria. Sul podio torna il giovane direttore Michele Spotti.
A chiudere il lungo weekend lirico, domenica 5 luglio, sarà La Traviata, già avviata verso il quinto sold-out stagionale. Il nuovo allestimento firmato dal regista Paul Curran colloca la vicenda di Violetta nella Belle époque, in una scenografia che richiama il fascino iconico del Moulin Rouge di Parigi, grazie a una collaborazione inedita con il celebre cabaret francese. Sul palco torna Martina Russomanno nel ruolo di Violetta, accanto a Francesco Meli e Youngjun Park.
Il Festival 2026 proseguirà per tutta l’estate con altri grandi titoli come Turandot, proposta nel centenario della prima assoluta, e una serie di eventi speciali che spaziano dalla danza alla musica sinfonica. Tra questi spiccano il gala di Roberto Bolle il 21 luglio, Carmina Burana il 13 agosto e il debutto assoluto di Paganini Paradise il 18 agosto.
Una stagione che conferma Verona capitale internazionale dell’opera, capace di coniugare tradizione, innovazione e spettacolarità in uno dei luoghi simbolo della cultura italiana nel mondo.
