Bottiglie, cannucce e imballaggi di plastica si trasformano in un originale costume di scena grazie alle maestranze della Fondazione Arena di Verona. L’iniziativa celebra il centenario di S. Bernardo e della prima rappresentazione della Turandot
La plastica si trasforma in arte e sale sul palcoscenico dell’Arena di Verona. Nasce infatti il primo costume di scena dell’Opera Festival realizzato interamente con materiali plastici riciclati, un progetto che unisce creatività, artigianalità e sostenibilità.
A indossarlo è la gonghista, il personaggio che entra in scena prima dell’inizio di ogni recita di Turandot per scandire il tempo con il suono del gong. Un costume unico, realizzato dalle maestranze della Fondazione Arena di Verona, che diventa anche un messaggio concreto sulla possibilità di dare una seconda vita ai materiali.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra S.Bernardo, acqua ufficiale del Festival dal 2025, e Fondazione Arena di Verona e assume quest’anno un significato particolare: nel 2026 ricorrono infatti i 100 anni dalla nascita di Acqua S.Bernardo, nata nel 1926 sulle Alpi Marittime, e il centenario della prima rappresentazione della Turandot di Giacomo Puccini, andata in scena nello stesso anno al Teatro alla Scala di Milano.
Dalle bottiglie al costume di scena
La sfida affidata alle maestranze della Fondazione Arena è stata quella di trasformare materiali plastici di recupero in un elemento di scena capace di dialogare con l’estetica fiabesca dell’opera pucciniana.
Il risultato è un manufatto sartoriale di grande ricercatezza, realizzato dal Reparto sartoria della Fondazione Arena di Verona, grazie al lavoro di Silvia Bonetti ed Eleonora Nascimbeni.
La base del costume è costituita da tela di cotone e raso, sulla quale è stata costruita una particolare decorazione. Il packaging esterno delle bottiglie è stato trasformato in eleganti cordoncini, mentre cannucce e bottiglie dalla caratteristica forma elicoidale sono state prima ritagliate e modellate, quindi colorate a mano.
Da questi materiali è nato un motivo floreale ricamato sulla stoffa, un omaggio al mondo esotico e fiabesco della corte imperiale cinese raccontata dalla Turandot.
Il costume diventa così parte integrante della scenografia e, allo stesso tempo, testimonianza della possibilità di trasformare materiali destinati allo scarto in oggetti capaci di esprimere bellezza.
Un progetto all’insegna della sostenibilità
«Siamo felici di cogliere nuove sfide grazie alle aziende che ci supportano e che ci spingono ad andare sempre oltre e a dar vita a progetti nuovi», sottolinea Stefano Trespidi, direttore Marketing ad interim della Fondazione Arena di Verona.
L’impegno ambientale dell’Opera Festival, spiega Trespidi, passa anche attraverso le scelte legate ai materiali e all’energia: le bottiglie d’acqua distribuite e vendute durante il Festival sono infatti realizzate in plastica 100% riciclata e riciclabile, mentre l’energia elettrica utilizzata in Arena proviene da fonti sostenibili di origine certificata grazie a Magis, green energy partner dell’Opera Festival.
Un doppio centenario da celebrare
Per Antonio Biella, direttore generale di S.Bernardo, la collaborazione con l’Arena assume quest’anno un valore particolare proprio per la coincidenza dei due anniversari.
«Un secolo di storia, due cammini che si intrecciano in Arena», è il filo conduttore dell’iniziativa, che mette insieme tradizione e innovazione attraverso un progetto nel quale sostenibilità, cultura e creatività si incontrano.
Il recupero delle bottiglie Gocce, trasformate in un elemento sartoriale e di design, si inserisce nel percorso di riutilizzo artistico intrapreso da S.Bernardo. L’obiettivo è dimostrare come un oggetto quotidiano possa acquisire una nuova funzione e un nuovo valore attraverso il lavoro creativo.
Il design italiano tra acqua e opera
S.Bernardo porta inoltre all’Arena la propria identità attraverso le sue iconiche bottiglie. Tra queste c’è Gocce, la bottiglia in vetro disegnata da Giorgetto Giugiaro, anch’egli originario di Garessio, in provincia di Cuneo, città natale dell’azienda.
Accanto a Gocce è presente Ely, bottiglia dalla caratteristica forma tortile e dalle gocce tattili, con etichetta in carta e realizzata in plastica 100% riciclata e riciclabile. Il suo design trae ispirazione dalla successione di Fibonacci e dalla sezione aurea.
Una filosofia che trova nel nuovo costume della gonghista una traduzione scenica: nulla viene semplicemente sprecato, ma può essere valorizzato e trasformato.
Nel cuore dell’Arena, dove da un secolo la grande opera lirica incontra la storia e la spettacolarità, anche bottiglie, cannucce e imballaggi diventano dunque parte del racconto. Una nuova forma di sartoria sostenibile che, sulle note della Turandot, porta in scena un’idea semplice e contemporanea: la bellezza può nascere anche da ciò che siamo abituati a considerare uno scarto.
