Sabato 12 settembre, alla Domus Pacis di Santa Maria degli Angeli, studiosi e storici dell’arte approfondiranno il dialogo tra la pittura medievale e l’interpretazione ottocentesca del maestro perugino Domenico Bruschi.
Un’occasione per riscoprire uno dei protagonisti della pittura umbra dell’Ottocento e il suo intenso dialogo con la tradizione artistica francescana. Sabato 12 settembre 2026, alle ore 16, nella Sala Porziuncola della Domus Pacis a Santa Maria degli Angeli, si terrà la tavola rotonda “Due storie in un dipinto. Domenico Bruschi e la pittura sacra”, dedicata agli affreschi che il pittore perugino realizzò nella Basilica di Santa Maria degli Angeli.
L’iniziativa propone una riflessione sul rapporto tra le celebri raffigurazioni medievali della vita di San Francesco e la loro reinterpretazione ottocentesca ad opera di Domenico Bruschi (1840-1910), artista che seppe coniugare la tradizione figurativa con la sensibilità del proprio tempo.
All’incontro interverranno Corrado Balducci, massimo esperto dell’opera di Bruschi, Elvio Lunghi, tra i più autorevoli studiosi della pittura medievale umbra, e Padre Giancarlo Rosati, offrendo al pubblico una lettura storica, artistica e spirituale delle opere custodite nelle chiese di Assisi. A coordinare i lavori sarà Renata Adriana Bruschi, discendente diretta del pittore, mentre i saluti istituzionali saranno affidati al sindaco di Assisi Valter Stoppini e a Donatella Vaccari, storica dell’arte e curatrice del museo, referente per i Beni culturali della Provincia Serafica O.F.M.
L’evento gode del patrocinio del Comitato Nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco, della Regione Umbria e del Comune di Assisi, con la collaborazione di Assisi Mia per la comunicazione.
Gli affreschi del Transito, capolavoro della maturità artistica
Al centro della tavola rotonda saranno i due affreschi dedicati al Transito di San Francesco, eseguiti da Domenico Bruschi nel 1886 sulle pareti esterne della Cappella del Transito, lo spazio che nel Medioevo ospitava l’infermeria del convento e dove il Santo concluse la sua esistenza terrena.
Nell’affresco principale l’artista rappresenta gli ultimi istanti della vita di Francesco, circondato dai suoi confratelli e immerso in una luce dorata che conferisce alla scena un’atmosfera sospesa e spirituale. Tra i personaggi compare anche Frate Jacopa de’ Settesoli, giunta da Roma per esaudire l’ultimo desiderio del Santo, mentre cinque angeli dalle delicate sembianze femminili accolgono la sua anima accompagnandola verso il cielo.
Il secondo affresco raffigura invece la veglia funebre e l’arrivo del giudice Girolamo di Giovanni, inviato dal Comune di Assisi per accertare la morte di Francesco e verificare le stimmate. Una composizione ricca di figure che sottolinea il profondo valore delle relazioni umane nella vita del Santo e l’impatto che la sua morte ebbe sulla comunità.
Il dialogo tra Giotto e l’Ottocento
La tavola rotonda offrirà anche un confronto tra la tradizione medievale e la pittura del XIX secolo. Elvio Lunghi illustrerà le celebri immagini francescane realizzate da Giotto, modello dichiarato cui Bruschi si ispira, mentre Corrado Balducci analizzerà il linguaggio pittorico dell’artista perugino, evidenziando come la sua interpretazione del Transito riesca a fondere rigore storico, sentimento religioso e sensibilità romantica.
Un protagonista dell’arte italiana postunitaria
Formatosi all’Accademia di Belle Arti di Perugia, Domenico Bruschi partecipò attivamente alle vicende risorgimentali prima di trasferirsi a Roma, dove insegnò Ornato all’Accademia Nazionale. Pur vivendo nella capitale, mantenne un forte legame con l’Umbria, lasciando opere significative ad Assisi, Bastia Umbra e Perugia.
Tra i suoi lavori più importanti figurano anche il ciclo di affreschi dedicato alla vita di San Francesco nella chiesa dei Santi XII Apostoli a Roma e le decorazioni della Sala del Consiglio della Provincia di Perugia, dove celebrò l’Italia unita attraverso le allegorie delle città umbre e della nuova nazione.
Con ingresso libero, l’incontro si rivolge sia agli studiosi sia agli appassionati d’arte, proponendo una lettura accessibile di un patrimonio artistico che continua a raccontare, attraverso il linguaggio della pittura, la straordinaria eredità spirituale e culturale di San Francesco nel cuore dell’Umbria.
