Una nuova nascita arricchisce il patrimonio faunistico del Bioparco di Roma: nei giorni scorsi è venuto alla luce un esemplare di canguro di Bennett, tra i più piccoli rappresentanti del gruppo dei marsupiali. In queste settimane i visitatori possono già osservare il piccolo mentre si affaccia dal marsupio della madre, compie i primi saltelli esplorativi e poi torna al sicuro nella sua “tasca” naturale.
“Non è ancora possibile stabilire il sesso del cucciolo – ha spiegato Paola Palanza, presidente della struttura capitolina, etologa e docente ordinario presso l’Università di Parma –. Il piccolo è stato accolto dal gruppo composto da sei individui, arrivati lo scorso novembre da una struttura zoologica francese. È molto probabile, inoltre, che nelle prossime settimane possano verificarsi altre due nascite”.
Il canguro di Bennett è una specie erbivora che si nutre principalmente di erba, frutti e radici. Il suo comportamento locomotorio è particolarmente interessante: quando si muove lentamente utilizza la coda come appoggio, avanzando con tutte e quattro le zampe, mentre nei movimenti più rapidi procede con i tipici salti sulle zampe posteriori, sfruttando la lunga coda come bilanciere per mantenere l’equilibrio.
Dal punto di vista fisico, i maschi possono raggiungere un’altezza di circa 80 centimetri e si distinguono facilmente dalle femmine per dimensioni maggiori. La riproduzione presenta caratteristiche peculiari: la gestazione dura poco più di un mese, circa 40 giorni, e alla nascita il piccolo pesa meno di un grammo. Subito dopo il parto, il neonato si arrampica autonomamente fino al marsupio della madre, dove si attacca a una mammella e vi rimane per circa nove mesi.
Anche dopo aver iniziato a uscire, il giovane canguro continua a dipendere dalla madre, che lo allatta fino a un periodo compreso tra i 14 e i 17 mesi. Un processo di crescita lungo e delicato, che ora può essere osservato da vicino dai visitatori del Bioparco, offrendo un’occasione preziosa per conoscere meglio questi affascinanti animali e il loro ciclo vitale.
CREDIT FOTO: Massimiliano Di Giovanni – archivio Bioparco di Roma
