Italian Travel Press ha proposto ai suoi associati un press tour nei borghi della Tuscia. Meta imprescindibile: Bolsena.
Il lago di Bolsena appare all’improvviso, placido e luminoso, come una distesa che invita alla lentezza. Arrivare in questo angolo dell’Alto Lazio significa entrare in una dimensione sospesa, dove il tempo sembra dilatarsi tra storia, silenzio e scorci che restano impressi.
Iniziamo a scoprire la cittadina visitando la Cattedrale di Santa Caterina, cuore spirituale del borgo. Qui ha avuto origine la festività religiosa del Corpus Domini, istituita da papa Urbano IV a seguito del Miracolo di Bolsena, avvenuto nel 1263, quando l’ostia in mano a un sacerdote, in preda a dubbi sulla sua fede, sanguinò al momento della consacrazione, macchiando il corporale (conservato nel Duomo di Orvieto), alcuni gradini dell’altare e il marmo del pavimento.
Proseguiamo la visita verso la Rocca Monaldeschi della Cervara, che domina il panorama dall’alto con la sua struttura imponente che racconta storie di potere e difesa. Salire fino alla rocca è già di per sé un’esperienza: le vie si arrampicano tra case in pietra e scorci improvvisi sul lago. Una volta arrivati, la vista ripaga ogni passo. Dall’alto, Bolsena si apre come una cartolina viva, con il blu dell’acqua che si fonde con il cielo.
Il Palazzo Cozza Caposavi, invece, offre un cambio di prospettiva. Più elegante e raffinato, rappresenta un volto diverso della città: quello della vita nobiliare e culturale. Le sue sale raccontano storie di famiglie, di incontri, di un tempo in cui questi spazi erano teatro di relazioni e decisioni importanti. Passeggiare tra le sue stanze significa entrare in un racconto più intimo, fatto di dettagli architettonici e atmosfere d’altri tempi.
Dopo una giornata così ricca, la scelta del soggiorno diventa fondamentale per completare l’esperienza. Il Poderaccio Agri Relais si è rivelato un rifugio perfetto. Immerso nella natura, lontano dal rumore, offre quella sensazione di pace autentica che difficilmente si trova altrove. Le camere sono curate con gusto, mantenendo un legame con la tradizione rurale ma senza rinunciare al comfort. La mattina, svegliarsi con i suoni della campagna e una colazione genuina è un modo ideale per iniziare la giornata.
Un suggerimento per chi sceglie di soggiornare qui: concedersi del tempo senza programmare troppo. Bolsena non è una meta da “consumare”, ma da vivere lentamente. Una passeggiata al tramonto lungo il lago, una cena con prodotti locali, qualche ora senza telefono tra natura e silenzio: sono questi i momenti che rendono il viaggio davvero memorabile.
Bolsena non colpisce con effetti speciali, ma entra piano, con discrezione. E proprio per questo, resta.
Benedetta Tintillini
