L’Italia istituisce il registro nazionale dei crediti di carbonio forestali uno strumento voluto dal Ministero dell’Ambiente per valorizzare i servizi ecosistemici e incentivare la gestione sostenibile delle foreste italiane. Con l’avvenuta firma del decreto ministeriale, la disciplina entrerà in piena operatività entro il 2026 e permetterà di registrare e certificare i progetti di assorbimento di CO₂ derivanti da una gestione forestale sostenibile.
Il principio è semplice: i boschi, attraverso la fotosintesi, assorbono CO₂ e la immagazzinano nel legno, contribuendo alla lotta contro il cambiamento climatico. Le aziende potranno finanziare interventi di forestazione o gestione sostenibile, ricevendo in cambio crediti di carbonio certificati.
Il Registro consentirà di mettere a sistema le esperienze locali di riforestazione e gestione forestale, facilitando la collaborazione tra enti pubblici, privati e cittadini. Oltre ai benefici ambientali, il sistema apre nuove opportunità occupazionali e di sviluppo territoriale, in particolare nelle aree interne.
In Umbria, quasi il 40% del territorio è coperto da boschi: un patrimonio naturale immenso, ma anche una risorsa economica ancora sottoutilizzata. Si tratta di una novità che se potrà esplicare tutte le sue potenzialità sinergiche tra manutenzione e redditività, darà un impulso alla regione, che nel “mare verde” fonda la sua identità sostenibile.
La sfida sarà garantire trasparenza, tracciabilità e valore reale dei crediti, evitando che il carbonio diventi solo un’etichetta di marketing. Ma se l’Umbria saprà unire la sua tradizione agricola con l’innovazione ambientale, potrà diventare un esempio nazionale di “economia circolare del bosco” dove il verde non è solo paesaggio, ma anche impresa, cultura e futuro.
Fabrizio Ricci Feliziani
