I manifesti di Brenno Tilli: la mostra del tipografo di via Pinturicchio

brenno tilli

Giovedì 10 Giugno, alle ore 17:30 presso l’Arena del Borgo Bello a Perugiaavrà luogo la presentazione della Mostra I manifesti di Brenno Tilli, con Giancarlo Gaggiotti, Gianfranco Bottaccioli, Renzo Zuccherini, coordina Antonietta Alonge.
I manifesti di Brenno Tilli sono esposti in via Colomba (Corso Cavour) e presso Umbrò, via S. Ercolano 3, da giovedì 10 a domenica 20 giugno, sabato 12 giugno; lunedì 14 giugno; giovedì 17 giugno, ore 18:00, partenza da via Colomba: Visite guidate alla mostra. 

Brenno Tilli (Perugia 5 marzo 1911 – 10 giugno 1990) discendeva da una famiglia di litografi e tipografi, iniziata dal nonno Girolamo, che a vent’anni venne a Perugia dalla Toscana, e aprì lo Stabilimento Litografico Tilli in via Pinturicchio, nel chiostro di Santa Maria Nuova, che diventerà famoso per la grande collezione de L’Umbria illustrata, 2882 lastre fotografiche realizzate da Giuseppe Giugliarelli, oggi una fonte preziosa di documentazione storica sulla nostra regione.
Brenno Tilli lavorò nella bottega di via Pinturicchio con il padre Guglielmo e il fratello Sveno fino a quando non si mise in proprio e aprì la sua litografia in via Bartolo 56, ove lavorò per tutta la vita. I locali della litografia si riempirono ben presto delle preziose pietre finemente incise da Brenno, che fu anche chiamato all’Accademia di Belle Arti ad insegnarne la raffinata tecnica. Pur preferendo la litografia alla tipografia, per ragioni economiche dovette adattarsi anche a fare lavori tipografici. I suoi più fidi assistenti furono Mario Zucchetti e la figlia Lydia, che lo accompagnava a Firenze per reperire il materiale litografico.

Durante il regime, frequentò l’ambiente degli artigiani antifascisti perugini, condividendone le idealità ma mantenendo sempre una sua indipendenza; dapprima su posizioni repubblicane, nel dopoguerra si spostò decisamente verso gli ideali anarchici, cui restò poi sempre legato, anche partecipando a convegni e congressi nazionali. Non a caso, la sua bottega divenne, nei primi anni Settanta, il ritrovo del nuovo gruppo anarchico perugino, formato da studenti e giovani della nuova generazione post-sessantottina.
In ambito locale partecipava da spettatore critico alle vicende politiche e amministrative, non facendo mancare la sua veemenza polemica nelle vivaci discussioni della sinistra perugina; il luogo di ritrovo di tutti era, allora, il caffè Turreno.

Con Luigi Catanelli, altro spirito libertario perugino cresciuto alla scuola di Aldo Capitini, fondò il giornale Il Buffone, giornale satirico e graffiante che aveva per sottotitolo del primo numero: “Organo del malcontento e della disperazione”, e poi “giornale politico umoristico”, che uscì con cadenza irregolare per nove numeri tra il 5 novembre 1944 e il 30 maggio 1946.

La sua vena satirica e corrosiva riaffiorò poi, negli anni Ottanta, nei famosi manifesti in copia unica, che Tilli “dipingeva” e poi affiggeva a lato dell’ingresso, di cui riproponiamo una selezione in questa mostra.
Le foto dei manifesti, qui riprodotti a grandezza naturale, sono riprese dal volume Brenno Tilli Signornò, pubblicato poco dopo la morte di Tilli: alcune sono state scattate dal fotografo Carlo Tirilli, e quindi sono foto professionali, molte invece erano state scattate dallo stesso Tilli per suo uso personale, privato. Per questo le riproduzioni che esponiamo nella mostra sono spesso in bianco e nero, e spesso un po’ sgranate e scolorite, anche se gli originali erano rigorosamente in grandi caratteri rossi e neri, ben visibili dai passanti.

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