Scultori a Brufa celebra il restauro de Il Tempio delle Voci di Mirta Carroli, storica opera del Parco delle Sculture di Brufa. Un evento tra arte, memoria e musica che rinnova la tradizione della “Strada del Vino e dell’Arte”
Un ritorno alle origini e un tributo alla memoria artistica che attraversa i decenni. Presso il Parco delle Sculture di Brufa, una delle più grandi collezioni di sculture ambientali dell’Umbria, è stato presentato il restauro de Il Tempio delle Voci, opera della scultrice Mirta Carroli, realizzata nel 1997 e tra le più storiche dell’intero patrimonio artistico del parco.
La manifestazione, organizzata dalla Pro Loco di Brufa e dal Comune di Torgiano, ha visto la partecipazione della stessa artista, del vice sindaco Attilio Persia, dell’assessore alla Cultura Elena Falaschi, del presidente della Pro Loco Michele Ciuchicchi e dello scultore Marco Mariucci, docente al Liceo Artistico di Perugia.
Il valore del restauro e della memoria
Il restauro, affidato a Francesco Martinelli, ha riportato all’antico splendore una scultura che ha fatto la storia del progetto “Scultori a Brufa. La Strada del Vino e dell’Arte”, nato nel 1987 per valorizzare il territorio attraverso l’arte contemporanea.
«Il restauro del Tempio delle Voci è un promemoria visibile e tangibile del valore che risiede non solo nella creazione, ma anche nella custodia e nel rispetto delle opere che definiscono il nostro patrimonio» – ha dichiarato Michele Ciuchicchi, presidente della Pro Loco.
Il vice sindaco Attilio Persia ha ricordato come l’evento sia diventato negli anni «l’appuntamento di punta del mese di agosto», capace di generare appartenenza e identità per la comunità.
Un’opera simbolo
Il Tempio delle Voci trasforma lo spazio circostante in un luogo di contemplazione mistico e sacrale. Realizzato in cottorico, un materiale sperimentale e arcaico dal colore rosso caldo, l’opera evoca antiche architetture, miti e memorie collettive.
«Quest’opera – ha spiegato lo scultore Marco Mariucci – è un esempio di come anche i materiali sperimentali abbiano bisogno di cura. Il restauro non è stato solo un intervento tecnico, ma un atto di rispetto per il patrimonio culturale e per l’impegno che Scultori a Brufa porta avanti da decenni».
La stessa Mirta Carroli, prima donna a esporre a Brufa, ha ricordato la genesi dell’opera: «L’idea del tempio era in me da tempo. Ho scelto il cottorico per erigere un luogo d’incontro, dove le persone possano ritrovarsi, riscoprire la voce e la musica. Non a caso la struttura ricorda un diapason rovesciato».
Arte e musica al tramonto
La giornata si è conclusa con un momento di grande suggestione: al tramonto, il maestro Stefano Ragni al pianoforte e la soprano Ester Sagripanti hanno fuso musica, voce e paesaggio in un intreccio perfetto, esaltando la funzione evocativa del Tempio delle Voci.
Con questo restauro, Brufa rinnova il suo legame con l’arte contemporanea e conferma la sua vocazione a essere non solo un borgo, ma un luogo in cui la cultura si intreccia con la vita quotidiana e diventa identità collettiva.
Elena Capuccella
