Calcio. Lo spettro del pareggio torna al Curi: Perugia-Latina 1-1

perugia squadra esultanza

di Simone Morini

 

La legge del pareggio ritorna al Curi dopo aver lasciato spazio alla vittoria di due giornate fa contro la Pro Vercelli (nelle ultime quattro in casa i grifoni hanno collezionato una vittoria e, appunto, tre pareggi). Perugia – Latina finisce 1-1.  In fondo, se si volesse muovere una sola obiezione sulla prestazione del Perugia di oggi, sarebbe solo quella di essersi fatto rimontare quasi all’istante. A conti fatti, e comunque dopo una gara orgogliosa da parte degli uomini di Bucchi, si può dire che le tante assenze hanno avuto quel grosso peso che ci si immaginava.

Il Perugia scende in campo con: Elezaj, Imparato, Belmonte, Volta, Di Chiara, Acampora, Zebli, Dezi, Drole, Buonaiuto, Guberti. Dei giocatori impiegati a normale regime ne mancano cinque; sul finale, con l’uscita di Dezi per crampi, ne mancheranno sei.  L’attacco è privo di Nicastro e Di Carmine: il gol di Guberti, le giocate di Drole, la prestazione generosa di Buonaiuto, fino all’attesissimo ingresso di Bianchi non bastano, nel secondo tempo, a fare breccia nell’ormai chiusissima difesa dei laziali.

In realtà il Latina inizia il match (e se vogliamo lo prosegue) con un atteggiamento aperto e non rinunciatario. Specialmente nella prima parte della gara non è poi così bloccato sulla propria metà campo come si pensava, e si confronta a viso aperto con i grifoni.

E’ comunque il Perugia che sblocca, stavolta immediatamente, la partita. Drole parte in velocità sulla sua fascia, va alla conclusione a ridosso di Pinsoglio, il portiere del Latina respinge, ma c’è ancora Guberti che calcia e non sbaglia. I grifoni sono in vantaggio al 4°. Passano meno di cinque minuti e da un corner nasce il patatrac: l’uscita di Elezaj non è da incorniciare, l’area è gremitissima, e in mezzo a una grande mischia Dellafiore la insacca. Contro ogni previsione il Latina prova subito il colpo grosso e un paio di volte si renderà pericoloso con Corvia. Al 38° crossa Di Chiara dalla sinistra, Buonaiuto ci arriva di testa, la difesa nerazzurra riesce a deviare in angolo. Nel corso della prima frazione è il Perugia ad aver tenuto il pallino del gioco, i laziali hanno comunque risposto colpo su colpo.

Nella ripresa i grifoni saranno ancora più propositivi fino, con l’ingresso di Bianchi, a sbilanciarsi completamente in avanti. La squadra di Vivarini cercherà a questo punto di giocare unicamente sulle ripartenze, che saranno, specie nel finale con il Perugia stanchissimo, abbastanza pericolose. In particolare D’Urso e Gilberto, rispettivamente coi piedi e di testa, rischiano di beffare i grifoni negli ultimi minuti. In realtà era andato vicinissimo al gol il Perugia ad inizio tempo quando, da una punizione sulla sinistra, Dezi in area aveva mancato di un soffio l’impatto.

Quindi finisce in parità una partita che, per le quasi speculari posizioni in classifica, era da vincere. Ai grifoni vanno date però tutte le attenuanti del caso. Anche mettendo tutti i componenti  della rosa perugina sullo stesso piano, oggi sono usciti dal campo almeno sei grifoni che finora avevano trovato poco spazio in squadra.  Encomiabile l’impegno degli undici di oggi, fino al coraggioso forcing finale con le batterie ormai scariche. Se è stato, purtroppo, infruttuoso, è comunque il termometro dello spirito di questo gruppo, che crede nel proprio potenziale e, a quanto pare, nella maglia che indossa.

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