Cangrande della Scala morì per una tisana

cangrande della scala

Lo rivelano gli studi tossicologici sulla mummia del protettore di Dante Alighieri

 

Cangrande della Scala, il signore di Verona protettore di Dante Alighieri, morto a solo 38 anni il 22 luglio 1329 poco dopo aver conquistato la città di Treviso, fu avvelenato con una tisana di camomilla e digitale. La morte improvvisa del condottiero ghibellino, al culmine del potere, era stata attribuita finora alla dissenteria, per avere bevuto acqua da una fonte velenosa. Cangrande morì dopo violenti attacchi di vomito e diarrea con febbre.

Ma, quasi 700 anni dopo, nel fegato e nelle feci di Cangrande sono state scoperte alte concentrazioni di digossina e di digitossinaprincipi attivi della digitale, che ne avrebbero provocato l’arresto cardiaco.

L’ipotesi dell’avvelenamento è illustrata in uno studio in lingua inglese, dal titolo “A medieval case of digitalis poisoning: the sudden death of Cangrande della Scala, lord of Verona (1291-1329)”, pubblicato sul nuovo fascicolo della rivista americana “Archaelogical Science”, sotto la supervisione del paleopatologo Gino Fornaciari, professore dell’università di Pisa, con la collaborazione del gruppo di tossicologi dell’università di Verona diretti da Franco Tagliaro.

L’esame dei risultati degli esami scientifici e medici eseguiti dopo la ricognizione sulla mummia di Cangrande della Scala, custodita nella chiesa di Santa Maria Antiqua di Verona, realizzata nel 2004, non lascerebbero dubbi sul fatto che l’origine dell’intossicazione sarebbe da ricercare in una somministrazione orale di digitale (foglie e fiori), sotto forma di infuso o decotto.

La sintomatologia gastro-intestinale di Cangrande, caratterizzata da vomito e da irritazione gastroenterica con diarrea, come riportato dalle fonti dell’epoca con grande dettaglio clinico, è “compatibile con la prima fase dell‘intossicazione acuta da digitale“.

“E’ probabile, dunque, un avvelenamento intenzionale, sotto forma di trattamento medico – spiega Fornaciari all’Adnkronos -. Il fatto che uno dei medici di Cangrande sia stato impiccato dal suo successore Mastino II rende ancora più plausibile questa ipotesi”.

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