Chirurgia estetica: i selfie dettano le esigenze

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Gli interventi di chirurgia estetica mutano con il mutare delle esigenze: a dettare le regole l’ossessione da selfie

Selfie-mania, video fatti col telefonino e vita sui social cambiano la percezione dell’invecchiamento e della bellezza. “I segni del tempo non sono più univoci, ma dipendono molto da come una persona si vede”, premette Patrizia Gilardino, chirurgo plastico di Milano. Secondo l’esperta, la tendenza che nel corso del 2016 andrà sempre più affermandosi è legata proprio alla nuova percezione della bellezza. “Il ricorso sempre maggiore alle fotografie sta cambiando la visione di noi stessi. Non più canoni che facevano riferimento a una certa attrice o modella, ma una bellezza ‘su misura’. Così magari si accettano rughe anche evidenti e profonde, e si preferisce intervenire su aspetti che vengono percepiti come peggiorativi del proprio aspetto”.

Cosa cambia? “Innanzitutto si va a modificare il rapporto con il medico estetico – aggiunge Gilardino – Le richieste di intervento per ringiovanire il volto sono tendenzialmente più mirate: i trattamenti vengono combinati per essere maggiormente efficaci anche in zone particolarmente difficili, come nel caso dell’uso del peeling con un trattamento di rivitalizzazione”.

Accanto al laser Co2 frazionato, che “resta un must per il ringiovanimento del volto”, e ai tradizionali filler, cresce la tossina botulinica. “Sta infatti crescendo la fiducia nei confronti del botulino, in particolare per contrastare le rughe glabellari, quelle della fronte e per attenuare le cosiddette zampe di gallina”.

Si tende poi a considerare tutto il corpo. “Zone come le braccia o l’interno coscia, che fino a qualche tempo fa venivano poco prese in considerazione, adesso stanno diventando delle aree dove le pazienti percepiscono in modo profondo il passare degli anni. A fronte anche dei passi in avanti che ha fatto la medicina estetica, sono in crescita le soluzioni per rassodare la pelle: anche in questo caso parliamo di interventi combinati – per esempio con radiofrequenze e trattamenti di biorivitalizzazione – che permettono di restituire elasticità alla cute. Per il trattamento delle adiposità localizzate c’è la smartlipo, mentre per combattere la cellulite l’abbinamento della carbossiterapia con trattamento Icoon e una dieta mirata risulta molto efficace”.

Terzo: l’attenzione alla novità. “Continua l’inseguimento delle novità che la medicina estetica offre – continua Gilardino – Attenzione però: negli ultimi anni non sono state proposte delle vere novità capaci di rivoluzionare l’intero ambito estetico, quanto degli aggiornamenti delle tecniche già conosciute e consolidate. Da non dimenticare che in medicina estetica non esiste la bacchetta magica: ogni trattamento richiede tempo e comunque necessita di un corretto stile di vita. La raccomandazione è sempre quella di non presentarsi nello studio del medico con già in tasca l’autodiagnosi, ma sottoporsi al consiglio dell’esperto e lasciarsi guidare verso la soluzione migliore per risolvere il problema”.

 

Credits: foto www.repubblica.it 

 

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