L’archeologia che non ti aspetti: la città sommersa di Baia

città sommersa di baia

di Monica Palermi

 

A nord del Golfo di Napoli, nel più ampio contesto del complesso vulcanico dei Campi Flegrei, il mare ha custodito per secoli un patrimonio storico-artistico inestimabile: l’antica città romana di Baia, andata perduta, inghiottita dalle onde, a causa di un processo bradisismico durato per oltre un millennio e mezzo.

La città ha subito, quindi, un lento sprofondamento dovuto ai successivi abbassamenti e innalzamenti del terreno, fino ad arrivare ad essere completamente sommersa: questo ha favorito l’ottima conservazione dei reperti archeologici che sono giunti fino a noi. Riscoperta grazie ai lavori di dragaggio dei fondali, atti a rendere più sicuri gli attracchi dei traghetti provenienti da Procida e Ischia, Baia ci offre, oggi, un tesoro archeologico nei confronti del quale non si può rimanere indifferenti: strade lastricate, vari ambienti riconoscibili dalla presenza di fondamenta, ville monumentali, mosaici, sculture e colonne. Alcune zone della città, tuttavia, si sono salvate dall’abbraccio del mare e sono visibili in superficie: ad esempio, i templi di Diana e Mercurio, voltati a cupola, e le terme cittadine.

Molti reperti trasportabili sono stati, nel corso degli anni, recuperati e trasferiti nel Castello Aragonese e nel Museo Archeologico di Napoli: molte delle statue che si osservano oggi sotto il mare sono delle copie delle originali. Solo nel 1960 sono state svolte le prime analisi topografiche a una profondità tra i 5 e i 7 metri, che hanno permesso la ricostruzione della conformazione originaria della città, la quale si è rivelata essere un grande centro di aggregazione culturale e di divertimento.

Tra le zone d’interesse che colpiscono il visitatore del sito, ce ne sono alcune di estrema rilevanza: il Portus Iulius, luogo sacro delle divinità infernali e dedicato alle cure termali, la Villa dei Pisani, famiglia responsabile della congiura contro Nerone, la Villa a Protiro, dall’imponente porticato e le splendide decorazioni pavimentali, e, ultimo ma non per importanza, il Ninfeo dell’Imperatore Claudio, l’edificio rettangolare absidato col suo straordinario complesso scultorio.

Chi volesse avventurarsi alla visita di questo meraviglioso e insolito sito, oggi divenuto area marina protetta, ha sia la possibilità di immergersi con delle guide esperte, sia quella di lasciarsi trasportare al di sopra della città in un battello dal fondo vetrato. Si, si può sorvolare una città in barca: solo un’altra delle tante meraviglie rese possibili dall’inesauribile mondo dell’archeologia.

Nella foto: l’impianto di parte della città visto dal satellite.

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