Ci sono inaugurazioni che somigliano a semplici eventi culturali. E poi ce ne sono altre che hanno il sapore di un abbraccio collettivo, di una carezza affidata ai ricordi, alle canzoni, alle immagini di una vita vissuta con passione. È quello che è accaduto a Civita Castellana, negli spazi del Portale d’Arte, dove si è aperta la mostra itinerante “Omaggio a Pinocchio: il burattino di Carlo Collodi, il film di Luigi Comencini e la musica di Luigi Lopez in un viaggio da favola in terra di Tuscia”, dedicata al maestro Luigi Lopez, a un anno esatto dalla sua scomparsa.
Un’inaugurazione intensa, partecipata, emozionante. Una mostra che non è solo cultura o amarcord, è una dichiarazione di amore. Quello della compagna Maria Rita Parroccini e del figlio Riccardo Lopez, che hanno voluto costruire questa mostra come una dichiarazione d’affetto verso l’uomo, prima ancora che verso l’artista. Un viaggio nella memoria nato in collaborazione con l’associazione Il Borgo di Pinocchio Farnese e con la sua presidente Giorgia Gabriele, che hanno creduto fin dal primo momento nella forza culturale e umana di questo progetto.
Accanto a loro, durante il taglio del nastro, erano presenti i sei sindaci dei comuni patrocinanti che ospiteranno la mostra itinerante: Civita Castellana, Capodimonte, Castel Sant’Elia, Farnese, Marta e Nepi. Una presenza simbolica e concreta insieme, quasi a voler testimoniare come la Tuscia intera abbia scelto di stringersi attorno al ricordo di un artista che a questi luoghi era profondamente legato.
E infatti, entrando nella mostra, si comprende subito che non si tratta soltanto di musica. Tra fotografie, memorabilia, documenti, racconti e cimeli, emerge soprattutto la sensibilità di Luigi Lopez: il suo amore per gli animali, il legame con i paesaggi della Tuscia viterbese, la capacità di guardare il mondo con delicatezza e poesia. I suoi luoghi del cuore diventano parte integrante del percorso espositivo, quasi fossero note silenziose di una colonna sonora interiore.
Poi arriva la musica. Quella grande musica che Lopez ha servito per tutta la vita, collaborando con alcuni dei più importanti artisti italiani e conquistando due dischi d’oro nel corso della sua straordinaria carriera. Ma più di ogni altra cosa, nella memoria collettiva resta Pinocchio. Quel burattino ribelle e sognatore che Lopez trasformò in canzone, firmando la celebre sigla italiana del cartone animato giapponese anni ’80 “Le nuove avventure di Pinocchio”: “Pinocchio perché no”. Una melodia che ancora oggi attraversa generazioni e che, durante l’inaugurazione, riecheggiava tra le pareti del Portale d’Arte come un filo invisibile capace di unire passato e presente.
Molti dei presenti si sono fermati a lungo davanti alle immagini e ai ricordi esposti. Qualcuno sorrideva riconoscendo una copertina, altri raccontavano aneddoti personali, altri ancora osservavano in silenzio. Perché questa mostra non parla soltanto di un compositore di successo. Racconta un uomo gentile, un artista autentico, una figura che ha lasciato tracce profonde nelle persone che ha incontrato.
La mostra resterà visitabile gratuitamente fino a domenica presso il Portale d’Arte di Civita Castellana, primo capitolo di un percorso itinerante destinato ad attraversare la Tuscia, portando con sé il ricordo di Luigi Lopez e il valore della sua eredità artistica e umana. Un’eredità fatta di musica, sensibilità e amore. Proprio come nelle favole più belle.
Benedetta Tintillini
