La partecipazione di Colle Uncinano alla Slow Wine Fair 2026, appena conclusa presso BolognaFiere, ha restituito un segnale chiaro: intorno al vino artigianale e alle piccole cantine esiste ancora un forte interesse, accompagnato da curiosità e desiderio di approfondimento.
Per la realtà spoletina, la manifestazione si è rivelata un banco di prova significativo, soprattutto grazie alle diverse interpretazioni di Trebbiano Spoletino presentate al pubblico: lo Spumante Metodo Charmat, “La Pettinata” e il Superiore. Tre DOC, tre declinazioni di uno stesso vitigno capaci di attrarre wine lover e operatori del settore, stimolando confronti tecnici e sensoriali.
Il Trebbiano Spoletino 2015 sorprende per longevità e complessità
Particolarmente apprezzata è stata la possibilità di degustare una bottiglia di Trebbiano Spoletino 2015, proposta per dimostrare il potenziale evolutivo del vitigno. La risposta del pubblico è stata significativa: complessità aromatica, struttura, capacità di evoluzione nel tempo e versatilità negli abbinamenti gastronomici sono stati gli aspetti più riconosciuti e commentati.
Un riscontro che conferma la solidità del progetto enologico della cantina e la profondità espressiva di questo bianco umbro, sempre più considerato tra le varietà identitarie dell’Italia centrale.
Interesse internazionale e nuove opportunità di mercato
Il desk di Colle Uncinano ha registrato un flusso costante di visitatori e numerosi incontri professionali. In particolare, sono stati avviati contatti con importatori provenienti da Austria, Danimarca, Belgio e Lituania, aprendo prospettive concrete di sviluppo nei mercati del Nord Europa, tradizionalmente attenti ai vini artigianali e sostenibili.
Giovani e consumo consapevole: un segnale incoraggiante
Tra gli elementi più positivi emersi durante la fiera, spicca la presenza di un pubblico variegato con una significativa partecipazione di giovani. Un segnale che evidenzia come anche le nuove generazioni stiano maturando una maggiore consapevolezza nelle scelte di consumo, orientandosi verso produzioni autentiche, territoriali e coerenti con valori ambientali e culturali.
Visite istituzionali e attenzione da Slow Food Italia
Tra le visite istituzionali al desk, significativa quella di Stefano Varazi, vicepresidente di Slow Food Italia, che ha espresso apprezzamento per il Trebbiano Spoletino della cantina. Attraverso il referente territoriale Stefano Tonanni, anch’egli colpito dal lavoro aziendale, verrà organizzata una visita ufficiale in cantina da parte di una delegazione Slow Food per valutare la certificazione della vocazione “slow” e l’eventuale inserimento dei vini nella guida.
Un bilancio positivo per il vino artigianale
La partecipazione alla Slow Wine Fair 2026 si chiude dunque con un bilancio positivo: interesse reale per il vino artigianale, riconoscimento della qualità del Trebbiano Spoletino e nuove relazioni commerciali in fase di sviluppo.
Per Colle Uncinano si tratta di un ulteriore passo nel percorso di valorizzazione del territorio spoletino e di un vitigno che continua a dimostrare personalità, identità e capacità di evolvere nel tempo, confermando come il vino artigianale abbia ancora molto da dire al mercato contemporaneo.
