Terni, quando la conca amplifica il caldo africano

conca ternana

Terni vive il caldo in modo diverso rispetto a gran parte dell’Umbria. Non è soltanto una questione di latitudine: è soprattutto la particolare conformazione della Conca Ternana a trasformare ogni ondata africana in un fenomeno particolarmente intenso.

La città sorge in una depressione circondata da rilievi che limitano il ricambio dell’aria. Nelle giornate dominate dall’anticiclone subtropicale, l’aria calda ristagna all’interno della conca, il vento si attenua e il terreno, insieme alle superfici urbane, accumula energia termica che viene lentamente rilasciata anche dopo il tramonto.

A questo si aggiungono:

  • l’effetto “isola di calore” del tessuto urbano;
  • l’elevata umidità legata alla presenza dei corsi d’acqua e della vegetazione fluviale;
  • la scarsa ventilazione nelle ore più calde.

Il risultato è una sensazione di afa particolarmente intensa e notti tropicali che spesso non consentono un adeguato raffrescamento.

Negli ultimi anni questo fenomeno è diventato ancora più evidente. Le analisi climatiche collocano infatti Terni tra le città italiane maggiormente esposte alle ondate di calore, con un numero di giornate oltre i 34 °C e di notti tropicali nettamente superiore alla media nazionale.

La Conca Ternana, da caratteristica geografica a laboratorio climatico del cambiamento in atto: qui gli effetti del riscaldamento globale risultano amplificati da una morfologia che trattiene il calore, rendendo la città uno dei luoghi dove il “caldo africano” si manifesta con maggiore intensità e durata.

Fabrizio Ricci Feliziani

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