Coronavirus, fase 2: Immuni, l’app per tracciare il rischio di contagio

immuni coronavirus

Immuni è l’app scelta dal governo per individuare i contagi da coronavirus e tutelare la popolazione durante la fase due della gestione dell’emergenza.

 

Il Commissario Straordinario per il potenziamento delle strutture ospedaliere, Domenico Arcuri, allo scopo di fronteggiare l’emergenza Coronavirus, ha firmato un’ordinanza per realizzare una app per tracciare i contagi da Coronavirus in Italia durante la fase 2. Tra le 319 proposte arrivate, è stata scelta Immuni, ovvero quella dell’azienda milanese Bending Spoons. Per realizzare Immuni, la giovanissima società di Milano lavorerà gratuitamente, finanziando autonomamente lo sviluppo dell’applicazione.

La app prescelta si compone di due aree principali: il diario clinico, per tenere nota dello stato di salute e annotare eventuali sintomi del Covid19 e la sezione per il tracciamento dei contatti, basato sulla tecnologia di comunicazione bluetooth. Il telefono o il tablet riconosceranno e salveranno i codici dei dispositivi vicini. Se il paziente positivo avrà fornito il consenso al trattamento dei dati, sarà possibile tracciare le persone con cui è entrato in contatto. Nessuno dei dati raccolti verrà diffuso prima che il paziente abbia deciso di dare il consenso al loro utilizzo.

Ma come funziona Immuni? La app, come abbiamo detto, utilizza il sistema bluetooth, che rileva il contatto. La comunicazione tra smartphone o tablet è possibile però solo da una distanza piuttosto breve, simile a quella che dovrebbe intercorrere tra le persone che seguono le norme del distanziamento sociale. Se due cellulari arrivano a distanza tale che il bluetooth si attiva, allora significa che le due persone sono state troppo vicine e a rischio contagio virus. Poi entrano in gioco i codici identificativi memorizzati. Ovvero, una volta attivata, la app comincia a memorizzare i codici identificativi anonimi con cui entra in contatto. Se una persona risulta essere positiva al Coronavirus, l’operatore sanitario riceve il codice col quale può scaricare dal server centrale i dati della app del paziente, compresi i codici delle persone incrociate dalla persona positiva. Il server quindi calcola il rischio contagio in base a vicinanza e durata del contatto e di conseguenza genera le notifiche da inviare agli smartphone delle altre persone.

Immuni presenta anche un diario clinico: una sezione che contiene informazioni rilevanti del proprietario del cellulare o del tablet come sesso, età, malattie pregresse, assunzione di farmaci. Diario che, poi, verrà aggiornato in presenza del Covid19 con sintomi, stato di salute e terapie.

La app Immuni è stata sviluppata cercando di rispettare tutte le norme sulla privacy e sulla protezione dei dati personali. Per questo motivo si è optato per un sistema di tracciamento basato sul bluetooth e non sul GPS. Inoltre, i dati raccolti verranno resi anonimi in modo da non poter risalire alle persone. La app dovrebbe essere disponibile a breve, anche se prima ci sarà bisogno di una fase di test.

Immuni, che potrà essere scaricata da Google Play Store e Apple Store in modo gratuito e volontario, costituirà un pilastro importante nella gestione della fase 2 dell’emergenza.

Giuseppe Manzo

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