Legambiente Umbria ha dato appuntamento sull’Isola Polvese per fare il punto sullo stato di salute delle acque dolci. Goletta dei Laghi: ecosistemi lacustri a rischio a causa della crisi climatica nonostante i dati microbiologici positivi. Legambiente: Senza azioni concrete il prezzo sarà altissimo
Il lago Trasimeno, simbolo della bellezza naturale dell’Umbria ma anche della fragilità degli ecosistemi lacustri italiani, diventa il palcoscenico di un appello urgente al Governo: “È tempo di attuare il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC)”. È questo il messaggio che Legambiente ha lanciato oggi nel corso della tappa umbra della Goletta dei Laghi, la storica campagna di monitoraggio e sensibilizzazione ambientale giunta quest’anno alla ventesima edizione.
Ieri mattina la delegazione umbra di Legambiente ha chiamato a raccolta tutti gli stakeolder legati al lago, dagli agricoltori agli operatori del turismo, dai pescatori agli amministratori locali, per una presa di coscenza, ormai non più procrastinabile, sulle azioni da intraprendere da subito per convivere con le mutazioni ambientali dovute alla crisi climatica.
I dati dei monitoraggi condotti sui laghi Trasimeno e Piediluco sono confortanti sul piano microbiologico: tutti gli otto punti campionati rientrano nei limiti di legge per Escherichia coli ed enterococchi intestinali. Ma la qualità dell’acqua, avvertono gli esperti, non è sufficiente per raccontare la salute dei laghi italiani, sempre più messi alla prova dalla crisi climatica.
“La situazione è seria,” ha dichiarato Andrea Minutolo, responsabile scientifico nazionale di Legambiente. “I laghi sono tra gli ecosistemi più vulnerabili agli effetti del cambiamento climatico: aumento delle temperature, livelli idrici instabili, proliferazioni algali, perdita di biodiversità. È fondamentale che il Governo dia seguito al PNACC con azioni concrete e coordinate.”
Il Trasimeno, per la sua natura poco profonda e la scarsa capacità di ricambio idrico, è particolarmente sensibile. Negli ultimi mesi, il lago ha registrato temperature dell’acqua oscillanti tra i 13,9 e i 25 gradi e valori dell’ossigeno disciolto variabili, indicando una crescente instabilità dell’equilibrio ecosistemico.
Il PNACC prevede strumenti come i Contratti di Lago e il rafforzamento degli osservatori territoriali. Ma servono norme chiare, fondi adeguati e una regia centrale per garantire continuità. Senza questi elementi, anche i buoni esempi rischiano di restare isolati.
Il Piano approvato a dicembre 2023, infatti, prevede misure specifiche per i laghi italiani: dal ripristino delle sponde naturali al contenimento delle specie invasive, dal monitoraggio ecologico alla gestione integrata dei bacini. Ma la sua attuazione è ancora ferma.
Intanto, il comparto agricolo soffre per la scarsità d’acqua, l’acquacoltura vede ridotta la qualità dei bacini e il turismo è esposto a stagioni sempre meno prevedibili. I laghi, spiegano gli ambientalisti, non sono solo ambienti naturali da proteggere, ma risorse economiche e sociali da cui dipendono intere comunità.
I monitoraggi della Goletta dei Laghi, effettuati con il contributo di volontari e tecnici, rivelano anche una crescente sensibilizzazione locale: la foce del torrente Paganico, una volta fuori dai limiti, ora rientra nei parametri; il canale di scarico del depuratore Tuoro/Passignano, a lungo criticato, mostra dati più rassicuranti.
Eppure, ammonisce Legambiente, non bisogna abbassare la guardia. “I segnali ci sono tutti – concludono – ed è ora che la politica smetta di ignorarli. Senza una strategia nazionale, anche i laghi oggi ‘in salute’ rischiano di pagare un prezzo altissimo.”
Goletta dei Laghi, con il supporto di CONOU, Novamont e Biorepack, si conferma così una voce autorevole nella difesa delle acque interne italiane. Ma la sua forza, oggi più che mai, sta nella capacità di trasformare i dati in azione, e la consapevolezza in cambiamento.
Benedetta Tintillini
